Il Tirreno

Pistoia

Irreperibili al processo imputati e parti offese

Bambini-accattoni come schiavi Niente prove: tutti assolti

Un mendicante mentre chiede l’elemosina (foto d’archivio)
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Un mendicante mentre chiede l’elemosina (foto d’archivio)

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 PISTOIA. Tutti assolti. Si è concluso così un processo ai fantasmi. Fantasmi gli imputati, fantasmi le parti offese. I primi latitanti, i secondi irreperibili. È la sentenza emessa ieri dalla Corte d'assise di Pisa. In sostanza sono stati assolti perché il fatto non sussite, la vecchia insufficienza di prove, tre stranieri accusati dalla Dda di Firenze di aver ridotto in schiavitù bambini e handicapati, anche loro stranieri, costringendoli a chiedere l'elemosina al freddo e al solleone, sotto la pioggia e senza mangiare, per turni anche di 12 ore.  L'indagine riguardava mercati e piazze di Pistoia, Pisa, Lucca e Massa. Gli imputati erano tre slovacchi - Zoltan Farkas, 34 anni, Alexander Horvath, 28, e Robert Molnar, 40 - uccel di bosco da quel dì, mentre le otto parti offese sono tutte irreperibili e non hanno mai potuto essere ascoltate. Un dibattimento costato anni di fatica ma per il quale non c'era purtroppo uno straccio di prova: l'assoluzione era stata chiesta anche dal pm. I fatti risalgono al 2004. Gli accattoni erano divisi in tre squadre capitanate da ognuno degli imputati, che li portavano in auto nei centri storici o nei mercati delle quattro città, abbandonandoli in strada anche 12 ore, senza mangiare, mentre loro si rifocillavano al bar. Le squadre dormivano in tende all'aperto, mentre i loro aguzzini vivevano in case lussuose.

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