Il Tirreno

Pistoia

Teatro, manca un piano di stabilizzazione

Dobbiamo dare certezze anche ai precari dell'Atp

Lido Berti   Gruppo Comunisti per Pistoia

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 Nella nostra città, a certi livelli, si svolgono incontri, vengono riportati i resoconti sui giornali, e poi, si passa ad altro. Noi crediamo che non tutti gli argomenti possano essere trattati allo stesso modo, in particolare quando si parla di occupazione. Sono stati annunciati esuberi al Copit, noi dobbiamo far di tutto per superare questa fase di crisi, ma diciamo di no ad una riduzione del personale. In questo settore ci sono holding che hanno bilanci con margini orientabili a possibili iniziative in favore di una tenuta occupazionale.  Per non parlare della Breda che, nei giorni scorsi, ha risposto ai sindacati che di assunzioni se ne riparlerà in futuro e quindi non ha presentato un piano. Invitano a stare tranquilli perché ci sono cinque anni di lavoro. Verrebbe da chiedersi: per chi? Secondo noi la Breda deve tornare a dare certezze, legarsi concretamente a questo territorio dando risposte occupazionali sia dirette che indirette per i pistoiesi e per tutte le aziende dell'indotto.  Ieri l'altro si è svolta una commissione cultura congiunta tra Provincia e Comune sull'Associazione teatrale, sulla sua gestione, sul suo futuro. Nel corso dell'incontro è emersa la necessità di superare le situazioni di precariato presenti e di ridurre lo straordinario; c'è chi ha sostenuto che questa è materia sindacale, ma noi abbiamo il dovere di manifestare le nostre idee in materia occupazionale.  Come gruppo consiliare riconfermiamo, così come si è fatto altrove, che anche all'Atp si deve superare il precariato, presentando un piano di stabilizzazione che dia certezze a chi non vede spiragli per il proprio futuro, perché non si può essere contro il precariato a parole e poi non lavorare per superarlo.  Nella vicenda dell'Associazione teatrale vogliamo capire fino in fondo qual è il trattamento che viene riservato ai precari, perché come gruppo politico di sinistra non tollereremo ingiustizie verso gli ultimi e i meno protetti contrattualmente. Gli egoismi di chi ha tutto nei confronti di ha niente, noi non li faremo passare, a costo di mettere in discussione i vertici dell'Associazione. Quanto straordinario viene fatto? Quanti dirigenti ci sono? Quanto vengono fatti lavorare i teatri in provincia? A queste domande urge una risposta. Ma sia chiaro, noi saremo sempre dalla parte dei più deboli.  Come Comunisti per Pistoia ribadiamo con forza che il precariato deve essere superato e ci batteremo anche in questa occasione per raggiungere questo obiettivo. E' con questo auspicio che auguriamo buon 1º maggio a tutti i lavoratori ma prima di tutto ai disoccupati e ai precari che aspettano quello che la Repubblica e la società dovrebbe garantire loro.

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