Italia
Il vicario: «In Cielo non sono gelosi»
M.Q.
Per don Palazzi «una polemica sterile». Prende posizione anche la Cgil
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QUARRATA. Tanti i messaggi di solidarietà nei confronti della dirigente scolastica Stella Niccolai. «Voglio sperare - afferma il vicario don Paolo Palazzi in assenza del Vescovo, al momento fuori Pistoia - che le motivazioni di chi ha steso quel volantino siano autentiche e in buona fede, ma l'impressione è che si sia voluto montare, a fini di propaganda politica, una bufera in un bicchiere d'acqua. Per noi cristiani il concetto di Trinità indica che Dio, pur essendo unico, è rivelato in tre persone uguali e distinte. Basterebbe partire da questo per cancellare una polemica inutile. Oltretutto la preghierina colpisce per la sua efficacia e lassù in Cielo non credo siano gelosi se i bambini pregano Dio invece che Gesù. Invito dunque chi ha ritenuto di montare una protesta sbagliata, a rileggersi quella piccola, tenerissima, preghiera. Compreso l'appello finale ai bambini di tutto il mondo. E se poi volessero pregare anche loro, non ci sarebbe nulla di male». Anche la Flc Cgil esprime solidarietà alla direttrice, ai genitori e al personale della scuola e definisce inquietante il gesto «perché frutto - scrive il segretario Franco Buralli - dei ripetuti attacchi alla scuola pubblica, di un agire che guarda alla pancia più che alla testa, che spettacolarizza e muove tifoserie negando spazio al dialogo. Turba il contenuto dei volantini e il tono intimidatorio e sottilmente razzista con quel termine "ospiti" riferito ai bambini di altre religioni». Ieri sera in consiglio comunale a Quarrata il capogruppo Pd Gabriele Romiti ha presentato una mozione in cui chiede all'intera assemblea di esprimere solidarietà alla dirigente, sdegno per il contenuto xenofobo dei volantini e vicinanza a genitori e alunni "vittime incolpevoli". Anche il Pdl condanna il gesto: «La solidarietà del Pdl - afferma il capogruppo Daniele Ferranti - va alla dirigente Niccolai, oggetto di scritte vili e ignobili che non condividiamo. È fondamentale che il confronto politico, amministrativo, sociale e religioso avvenga su basi e toni che si rifanno ai principi di educazione e democrazia». Sulla preghiera: «È opportuno, in futuro, che tali decisioni siano condivise», altrimenti «possono finire con l'alimentare uno squilibrio sociale che può portare a forme di razzismo che sono da evitare e reprimere». Però afferma: «Integrazione non significa adottare decisioni che offuscano l'identità religiosa della maggioranza dei cittadini quarratini».
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