Il Tirreno

Pistoia

«Riconciliazione sì, rimozione no»

Il sindaco Berti e la presidente Fratoni alla cerimonia
◗
Il sindaco Berti e la presidente Fratoni alla cerimonia

Il sindaco: attenti a chi lavora per affossare la Costituzione

3 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. Un sole velato ma caldo ha fatto da cornice ai vari appuntamenti organizzati ieri a Pistoia per il 66º anniversario della Lberazione, che quest'anno ha coinciso col lunedì dell'Angelo. Successo dell'iniziativa della tavolata in strada, organizzata dal circolo Ho Chi Minh in Porta al Borgo. Buona affluenza anche per il concerto delle bande cittadine in piazza del Duomo e la biciclettata della pace organizzata nel pomeriggio a Bonelle.  Non poteva mancare la consueta cerimonia con le autorità, che si è svolta come ogni anno in piazza della Resistenza, davanti al monumento ai caduti. Nell'occasione, il sindaco Renzo Berti ha annunciato un importante prolungamento della cerimonia nella giornata di venerdì, quando verrà sciperta una lapide in memoria di Fabio Gori e Giuseppe Migliorini, due delle prime vittime dello squadrismo fascista che nei primi anni Venti dilagava anche a Pistoia.  Per il sindaco questo 25 aprile è particolare, in quanto «collocato nell'anno in cui festeggiamo il 150º anniversario dell'unità d'Italia. Una ricorrenza importante, circondata anche nella nostra città da una partecipazione diffusa, non formale ma direi quasi affettuosa».  Berti coglie però i rischi di un ritorno all'indietro: «si ha il timore che l'unità del nostro paese non sia più garantita, che la prepotente forza centrifuga degli egoismi faccia anche questa vittima illustre».  Secondo Berti la Resistenza, la lotta di liberazione, non si meritano «che quella vittoria di 66 anni fa che liberando il paese ci fece conquistare la libertà, venga declassata a celebrazione della libertà medesima come valore astratto e perciò generico, neutrale, se decontestualizzato dall'oppressione e dalla barbarie nazifascista. La riconciliazione del paese, il generale riconoscersi nei suoi principi ispiratori, la democrazia e l'antifascismo appunto, non possono passare dalla rimozione della storia come qualcuno vorrebbe. Come chi ad esempio - prosegue il sindaco - nei giorni scorsi ha prospettato l'eliminazione dal nostro ordinamento del divieto di ricostituzione del partito fascista. Come chi, giorno dopo giorno, lavora ad affossare la nostra Costituzione con il pretesto di una modernizzazione che ha invece il sapore amaro della reazione, se non quello della tutela smaccata degli interessi di parte. Come chi si è persino permesso di sbeffeggiare questa ricorrenza. Alla faccia della riconciliazione!»  Non dissimili i concetti espressi dal presidente della Provincia, Federica Fratoni, nel suo discorso. «Mai come in questo periodo le piazze sono tornate fulcro di eventi, di manifestazioni di pensiero, di voglia di libertà e di richiesta di democrazia - dice Fratoni -. Penso alle piazze africane, da dove si è alzato forte il grido dei giovani, e non solo, contro quelle dittature, che per anni hanno oppresso il continente nero. E penso alle piazze italiane, dove tanti ragazzi, donne, uomini sono tornati a vivere la cosa pubblica, a parlare dei loro sogni e dei loro bisogni, a pretendere la garanzia di quei diritti civili, politici e sociali, dei quali il testo costituzionale è irrinunciabile espressione».  Come Berti, anche Fratoni è convinta che «in un momento in cui lo scenario politico attuale dà una immagine di se spesso deludente, scadendo in dignità e correttezza, e mortificando la necessaria dialettica tra forze di maggioranza e forze di opposizione, io credo che l'indifferenza non debba avere il sopravvento, perché è l'indifferenza che cancella la storia e appiattisce l'intelligenza».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web