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Pistoia

Crescono gli assegni a vuoto

Crescono gli assegni a vuoto

Rispetto al 2010 sono aumentati di numero e di importo

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PISTOIA. Nel primo trimestre del 2011 ci sono stati meno assegni a vuoto e cambiali non pagate, ma è aumentato l'importo protestato. E' una singolare e, almeno all'apparenza, contradditoria statistica quella sui protesti levati nella provincia di Pistoia effettutata dall'ufficio studi della Camera di commercio. Le cifre dicono che fra gennaio e marzo di quest'anno, gli effetti protestati (fra cambiali, assegni e tratte accettate) sono stati complessivamente 1.421, per un importo di 4.248.308. Rispetto allo stesso periodo del 2010, c'è stato un calo del 7 per cento sul numero complessivo, ma un aumento del 30,6% sull'importo. Più lineare il paragone fra il primo trimestre di quest'anno e quello del 2009: l'aumento riguarda sia il numero dei protesti (+ 7,5%) che l'importo (+ 8%).  Andando nel dettaglio, si scopre che a pesare su questo risultato sono principalmente gli assegni, che rispetto al 2010 crescono sia nel numero (+23,4%) che nel valore (+155,4%). Il dato è leggermente mitigato dall'andamento delle cambiali, che subiscono una contrazione sia nel numero (-13,1%) che nel volume (-31,8%).  Secondo il segretario generale della Camera di commercio, Daniele Bosi, «i dati evidenziano la profonda crisi degli anni passati. Però in quelli del primo trimestre di quest'anno s'intravede una timida ripresa economica». Questo perché diminuiscono gli effetti protestati, quindi c'è una maggiore propensione a pagare, ma nel contempo le cifre di questi effetti sono più importanti, cioé indicano un volume di scambio meno povero. «Si torna in qualche modo ai livelli del 2008, cioé l'anno che ha preceduto la crisi - prosegue Bosi - Il dato è ancora più evidente se si tiene conto del numero dei protesti del 2010 rispetto a quello del 2006, con una diminuzione netta del 22%, mentre il valore è diminuito addirittura del 50%. Quindi, il valore medio torna ai livelli prossimi dell'inizio della crisi e questo può indicare almeno un timido segnale di ripresa».  Considerazioni analoghe per Andrea Bonechi, esponente pistoiese del consiglio nazionale dell'ordine dei ragionieri commercialisti, che innanzitutto ricorda come «ora gli assegni non si protestano più, in quando non è più reato». «A me pare che la crisi, che ha avuto un culmine nel 2009, abbia cambiato anche la diffusione delle cambiali, degli assegni e delle tratte accettate: è cambiato l'uso di questi strumenti. Prima protestare una cambiale era una cosa molto difficile, poi sono tornate in uso perché, con la grande crisi di liquidità, è venuta meno la fiducia nell'assegno e l'effetto si è avvertito nel 2010».  «Quindi, il 2009 è stato l'anno dell'illiquidità maggiore e del dilatarsi del tempo degli incassi - conclude Bonechi - Nel 2010 c'è stato un certo recupero della liquidità e della regolarità dei pagamenti ed è probabile che in questo 2011 questo recupero sia ancora più accentuato».

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