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L'associazione "democratica" conferma le espulsioni

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Siamo alcuni familiari di persone disabili che da anni frequentiamo i servizi dell'Aias di Pistoia.  Non possiamo fare a meno di rendere pubblico un provvedimento che in questi giorni è stato preso nei confronti dei consiglieri dell'Aias, a suo tempo eletti a stragrande maggioranza dall'assemblea dei soci. Come già la stampa aveva pubblicato qualche mese fa, tutto il consiglio dell'Aias era stato espulso, non tanto come consiglio, ma ciascuno dei consiglieri era stato personalmente espulso dall'Aias anche come socio. Il provvedimento era stato preso dal consiglio nazionale dell'Aias. Si trattò di una vera epurazione, come qualche giornale volle titolare.  Le motivazioni per l'espulsione? Eccole: «Il non ottemperare alle norme comportamentali o peggio non rispettare le delibere del Nazionale con l'aggravante anzi di ostacolare con tutti i modi dando dell'Aias una immagine distorta e denigratoria, il tutto anche a mezzo stampa, non può esimere il consiglio nazionale dalla espulsione che, con la presente le viene comminata e notificata».  In altre parole: hai osato contestare il provvedimento di commissariamento, quindi sei espulso. Ci risulta che sia stato fatto ricorso. A chi? Questa democratica associazione (l'Aias nazionale) prevede che il ricorso debba essere fatto agli stessi che hanno comminato l'espulsione. In questi giorni sarebbero arrivate le risposte, delle quali ne conosciamo alcune gravissime: Laura Corrieri, vicepresidente, invalida, espulsa; Stefano Bini, consigliere, genitore di Martino, invalido, espulso; Alfonso Cremese, tesoriere, genitore di Cecilia, invalida, espulso; Mafalda Pineschi, genitore di Elena, invalida, espulsa; don Diego Pancaldo, consigliere delegato al volontariato, espulso; Fabrizio Feraci, tesoriere, da quasi quarant'anni nell'Aias, espulso; per non dire del presidente, obiettivo primario che si delineava da tempo, Luigi Bardelli, motore di tutto lo sviluppo dell'associazione, tanto da divenire un modello non solo in Toscana, espulso. Altri ci risultano sospesi, in attesa di vederne il comportamento futuro.  Si tratta di gente che l'Aias l'ha costruita passo passo, mattone su mattone, figli ed "eredi" di fondatori dell'Aias pistoiese insieme al prof. Milani Comparetti, che si aggregarono all'Aias nazionale solo per essere in rete con altre esperienze, e quest'ultima si è trasformata in una sorta potere assoluto che pretende di fare il bello e cattivo tempo nelle esperienze di periferia a dispetto della base sociale.  Ed eravamo anche stati ricevuto dal sindaco e dalla presidente della Provincia. C'era stata la trattativa presente il vescovo ed i dirigenti nazionale; era uscito un esito che sembrava preludere ad una soluzione consensuale, con l'impegno a ritirare tutte le espulsioni.  Espulsioni che invece sono state confermate non solo per il presidente, che già era condizione inaccettabile, ma anche per gli altri citati.  A questo si aggiunge l'ultima novità dell'espulsione dei membri del collegio dei revisori dei conti. Ora ci domandiamo: può davvero essere tollerata un'associazione nazionale di questo genere nel mondo delle Onlus? La Toscana e Pistoia possono davvero tollerare che una propria associazione, da tutti considerata un modello (con 120 dipendenti e oltre duemila assistiti) sia distrutta da un commissario che in un anno non ha verificato alcuna delle presunte "malefatte" dell'associazione pistoiese?  Per tutte queste ragioni contiamo proprio che l'assemblea di sabato veda una partecipazione del livello di quella che l'ha preceduta affinché i soci, confermati in base alla decisione del tribunale di Pistoia, si riapproprino dell'associazione che hanno costruito in tanti anni di lotte e di impegno. Valentino Bellucci Deanna Capecchi Fiammetta Ducceschi Dino Granchietti Marco Gori Annamaria Nicoletti Bruno Scarpini Luliana Rossi Licia Ottaviani

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di Redazione web