Il Tirreno

Pistoia

Il giudice ordina la perizia psichiatrica su un imputato

Mamma Ebe all’uscita del tribunale di Pistoia
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Mamma Ebe all’uscita del tribunale di Pistoia

Ex parroco sotto accusa per i rapporti con la Santona, rinviato il processo per rito abbreviato

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 QUARRATA. Impossibile per il giudice, senza una perizia psichiatrica, stabilire se uno degli imputati sia o meno capace di intendere e di volere. Per questo, ieri mattina, il gup del tribunale di Pistoia ha rinviato l'udienza preliminare nel corso della quale avrebbero dovuto essere processate per rito abbreviato tre delle persone finite sotto accusa nell'ambito dell'inchiesta che, l'11 giugno scorso, porto ancora una volta in carcere Mamma Ebe, al secolo Gigliola Giorgini, la Santona del San Baronto.  Tra coloro che ieri sono comparsi davanti al giudice Luciano Costantini, don Sebastien Kalimbiro Maheshe, l'ex parroco di Lamporecchio. Difeso dagli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi, è accusato di aver attribuito veste religiosa ufficiale al ruolo della Giorgini partecipando agli incontri spirituali. Gli altri due imputati erano invece Daniele Chiocchi, 48 anni, residente a Pisa, e Giovannamaria Passeri, 73 anni, di Ginestra Fiorentina.  E' per Chiocchi che il gup ha disposto la perizia psichiatrica d'ufficio. In base alla documentazione agli atti, risulta infatti come in passato l'uomo sia stato sottoposto a cure e ricoveri psichiatrici. Il 26 aprile prossimo, il giudice affiderà l'incarico di eseguire la consulenza allo psichiatra fiorentino Massimo Marchi.  Così come per gli altri 13 imputati rinviati a giudizio e che saranno processati davanti al tribunale collegiale il 18 aprile prossimo, per i tre che hanno scelto di essere giudicati allo stato degli atti direttamente in udienza preliminare le accuse sono quelle di associazione per delinquere finalizzata all'abusivo esercizio della professione sanitaria e alla truffa aggravata.  Daniele Chiocchi è imputato per aver svolto varie attività materiali necessarie per l'associazione. «In particolare - si legge nel capo d'accusa - prepara i locali di Villa Sorriso in occasione degli incontri con gli adepti; accompagna i pazienti presso Villa Sorriso; partecipa alla raccolta delle olive nei terreni della Giorgini».  Giovanmaria Passeri invece, secondo il pm, «coadiuva la Giorgini nella somministrazione delle terapie ai vari pazienti e nella pratica dell'agopuntura; acquista i medicinali necessari per l'associazione».  Al termine di una complessa indagine portata avanti dai carabinieri della Stazione di Quarrata, coordinati dal pm Sottosanti, l'arresto era stato effettuato dai militari dell'Arma l'11 giugno scorso, con un blitz a Villa Gigliola, dove, sul San Baronto, la Giorgini, evidentemente, continuava ad esercitare la propria "missione": in quel momento stava praticando un massaggio terapeutico a una cliente. In manette insieme a lei finirono anche il marito Gabriele Casotto e Marco Gabbriellini, presidente dell'organizzazione legata alla figura di Mamma Ebe, l'Opera di Gesù misericordioso. L'accusa di associazione per delinquere riguarda il periodo che va dal novembre 2008 al giugno scorso, quelle di esercizio abusivo della professione sanitaria, truffa aggravata e gestione non autorizzata di ambulatorio medico riguardano anche, per alcuni degli imputati, gli anni 2005-2007.

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