Il Tirreno

Pistoia

Costretti a vivere tra i liquami

Beatrice Faragli
A sinistra uno scantinato perennemente allagato dai liquami. Sopra le case popolari di via delle Lame A destra il garage invaso dagli scarichi maleodoranti che fuoriescono in continuazione dalle tubature
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A sinistra uno scantinato perennemente allagato dai liquami. Sopra le case popolari di via delle Lame A destra il garage invaso dagli scarichi maleodoranti che fuoriescono in continuazione dalle tubature

Fogne colabrodo, scantinati e cortili allagati: divampa la protesta

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 AGLIANA. Fognature colabrodo, escrementi sotto il portone di casa, scantinati allagati e cortili inutilizzabili: esplode la rabbia tra i residenti delle case popolari di via delle Lame. Da una parte c'è il Comune di Agliana, proprietario dei 24 appartamenti d'edilizia residenziale pubblica; dall'altra la società che li gestisce, la Spes, una spa che ha come soci i Comuni del Pistoiese (eccezion fatta per Abetone).  Nel mezzo, più di venti famiglie, molte con disabili e bambini, costrette in un limbo insalubre e lasciato a se stesso da almeno cinque anni. Il problema sono i soldi. Nessuno, nè l'ente aglianese, nè la Spes, sembra avere fondi per intervenire.  Domani il sindaco Eleanna Ciampolini incontrerà la Spes spa per sapere «a chi spetta cosa». E intanto ricorda: «In varie occasioni avevamo già fatto presente alla società il problema. La questione però interessa soprattutto le risorse».  Anche i cittadini delle Lame più volte, così come il sindaco, hanno sollecitato il gestore a risolvere una situazione ormai degenerata. «Lo sapevate che erano costruite nell'acqua queste case, ecco cosa ci dicono» spiega una residente. E allora dalle palazzine si chiedono: «Chi le ha fatte queste strutture? Chi ha dato l'abitabilità? Erano già vecchie subito dopo esser state costruite».  Anche svuotare la fossa biologica diventa un'impresa qui: «Il camion - dicono gli abitanti - non ci arriva nemmeno». Le tubature poi non trattengono niente. Garage e scantinati sono quasi sempre allagati e la puzza acre di urina è insopportabile. Per quanto possibile la gente si tiene a distanza dai piani bassi. «Io la macchina la lascio fuori, lungo la strada» spiega un residente, da cinque anni in via delle Lame. «Il mio bambino - continua - non lo faccio più giocare nel cortile qua dietro, rischiamo davvero tutti di ammalarci».  Oltre a quello che arriva dalla rete fognaria, c'è poi lo scarico diretto dei campi comunali, proprio sul vialetto laterale degli appartamenti. «Potevano fare delle tubature e portare questi scarichi lontani dalle nostre abitazioni e invece arriva tutto sotto le nostre finestre: sporcizia, diserbanti e sostanze pericolose».  I problemi sono così tanti che è persino difficile fare un elenco. Dall'acqua dentro all'ascensore agli scantinati allagati, dai pezzi di cornicione che cascano «come se fosse una cosa normale» alle sostanze che fuoriescono dal terreno. «Non siamo cittadini di serie b» dicono dagli appartamenti.  «Tra l'erba, proprio davanti alle nostre finestre e ai nostri portoni, si accumulano persino escrementi umani. Vengono da sotto, dalle fognature» spiega un residente. «Il livello raggiunto non è più sopportabile eppure, quando si fanno vivi dalla Spes, ci continuano a dire che non sanno come rimediare. Non ci sono fondi per risolvere la situazione e noi viviamo così da anni ormai».  «La casa popolare - dice infine una signora della palazzina - è un bene pubblico e andrebbe tutelato come tutti gli altri, come i parchi e gli edifici comunali».

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