Società della salute, si va avanti
Fabio Calamati
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Veduta dallalto dellospedale del Ceppo A destra un momento del dibattito Sindaci d'accordo dopo il sì della Regione. L'annuncio del sindaco
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PISTOIA. Tanto alta era l'attesa sul dibattito di ieri, un consiglio comunale straordinario sulla sanità pistoiese, quanto povero, alla fine, si è rivelato il risultato. Cinque ore di discussione ma nessun indirizzo concreto alla giunta comunale e al sindaco, nessun documento votato: il consiglio di ieri non lascerà nulla negli annali di Palazzo di Giano. L'unico documento, presentato dai gruppi di minoranza (vedi a lato) è stato alla fine respinto dalla maggioranza dei 23 consiglieri (su 40) presenti. L'unica novità rilevante l'ha portata il sindaco Renzo Berti, intervenendo a conclusione del dibattito. Berti ha riferito che ieri la giunta regionale ha deciso di sbloccare l'iter - che si era fermato dopo una sentenza della Corte costituzionale - per la creazione delle Società della salute. Ieri mattina i sindaci dei Comuni di Pistoia, Agliana, San Marcello, Cutigliano, Marliana, Serravalle, Sambuca, Piteglio e Montale hanno votato all'unanimità di proseguire il cammino per creare anche nell'area pistoiese il nuovo organismo, nato per gestire al meglio gli interventi sociali e socio-sanitari (al suo interno Comuni, Asl e forze del privato sociale). Tra l'altro la sua nascita consentirà di accedere ai finanziamenti regionali per l'assistenza ai non autosufficienti. Per il resto Berti ha chiuso il dibattito riprendendo le - già note - valutazioni sul bilancio dell'Asl. Una situazione critica dovuta ai tagli del governo, ma che la Regione ha il torto di riproporre in misura uguale per tutte le Asl, mentre quella di Pistoia è storicamente sottofinanziata. In questo quadro i tagli proposti nel bilancio 2011 dal direttore generale dell'Asl Scarafuggi sono in qualche modo necessari, anche se non è certa la loro concretizzazione. Anche per questo Berti e gli altri colleghi sindaci hanno chiesto alla Regione l'apertura di un tavolo tecnico-politico proprio per avere voce in capitolo sul tema. Ultimo punto su Scarafuggi, diffidato dal presidente della Regione Rossi per il "buco" dell'Asl di Massa. «La conferma della fiducia che Scarafuggi ha chiesto - ha detto Berti - credo stia nei fatti: Rossi poteva rimuoverlo da Pistoia ma non l'ha fatto». Il dibattito l'aveva aperto proprio Scarafuggi, che aveva parlato di difficoltà per la sanità pistoiese ma anche di prospettive positive. «Razionalizzare la spesa non significa tagliare, piuttosto adattare l'offerta alla domanda». In questo senso andrebbe, ad esempio, il "taglio" del reparto di chirurgia all'ospedale di San Marcello che, ha sottolineato Scarafuggi, opera soprattutto persone non residenti in montagna, mentre invece il reparto di medicina non viene toccato perché serve i locali. «La sanità di Pistoia - ha concluso Scarafuggi - ha bisogno di attenzione ma può trovare le soluzioni che servono, soprattutto contando sul personale che vi opera, medici e amministrativi». A Scarafuggi hanno replicato Andrea Giacomelli, presidente dell'Ordine dei farmacisti, Beppino Montalti (sindacato Fimmg dei medici di famiglia) e Egisto Bagnoni (Ordine dei medici), tutti rivendicando un maggior ruolo delle rispettive categorie nelle decisioni sulla sanità. L'intervento più duro verso l'Asl è stato forse quello di Corrado Catalani, portavoce dell'Intersindacale medica). «Da anni - ha detto - il malumore dei medici è palpabile. Abbiamo fatto e facciamo proposte alla direzione sul merito dei provvedimenti e della riorganizzazione in atto, ma il filo del confronto si è rotto. Perché l'Asl non ci risponde? O non si è capaci di farlo, e allora è preoccupante. O non si vuole, e allora lo si fa in omaggio a un potere monocratico» che sarebbe quello del direttore generale. Il tema dei rapporti tra nuovo ospedale (dedicato soprattutto ai malati acuti) e territorio è stato al centro di diversi interventi. Il più immediato è stato Fabrizio Baldi (Cgil). «Dite che il 25 luglio 2013 il nuovo ospedale aprirà, sarà un ospedale per acuti. Quel giorno dove li metteremo i malati cronici?». Baldi ha respinto ogni ipotesi di taglio di risorse e di posti letto. Più possibilista Patrizia Pellegatti (Cisl) per la quale dei margini di economia ancora ci sono.
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