Meteo
Il primo incontro con gli studenti pistoiesi, al Bolognini, apre la seconda edizione di Dialoghi sulluomo
«Qui non si ama la cultura scientifica»
Eleonora Ferri
◗
A destra, tutto esaurito al teatro Bolognini, sotto da destra, Mirko Vannucchi e Sylvie Coyaud Sylvie Coyaud racconta sul filo dell'ironia il ruolo delle donne nella scienza
3 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Con oltre 9.000 presenze solo nella prima edizione, e una quantità e qualità molto alta di relatori ed eventi si preannuncia una nuova sfida ricca di appuntamenti per la seconda edizione 2011 di "Dialoghi sull'uomo", il festival di antropologia e sociologia del contemporaneo che si svolgerà nel centro storico di Pistoia il 27-28 e 29 maggio 2011. La manifestazione, promossa dalla fondazione Cassa di risparmio di Pistoia e Pescia, in collaborazione con il Comune di Pistoia, ideata e diretta da Giulia Cogoli, avrà come tema portante di questa nuova edizione "Il corpo che siamo". Ad aprire le porte a questa seconda edizione, saranno i tre incontri in programma al teatro Bolognini, rivolti in particolare alle scuole superiori di secondo grado. Il primo incontro si è svolto sabato e ha visto la giornalista di divulgazione scientifica Sylvie Coyaud parlare di " Più donne che uomini", ovvero le donne nella scienza, ma non solo. Madame Curie fu travolta da una forte passione che riempì le cronache rosa del tempo e la giovane genetista Pardis Sabeti è una rocker. Questi sono solo alcuni fra gli spunti più interessanti presentati dalla Coyaud durante l'esilarante, è il caso di dirlo, incontro. «Sylvie Coyaud ha trasmesso un messaggio importante ai giovani - osserva Ivano Paci, presidente della Fondazione Caript - quello cioè che la scienza è un mondo interessante e anche uno dei mondi felici che si può ancora fare». Ed è proprio così, Sylvie Coyaud, giornalista e traduttrice, dedita da sempre alla divulgazione scientifica tramite programmi radiofonici e articoli, attualmente collaboratrice del supplemento culturale de "Il sole 24Ore", ha raccontato in maniera ironica e coinvolgente le storie di alcune delle donne che hanno fatto e fanno ad oggi la scienza. E lo ha fatto mettendo l'accento sul lato umano e di collaborazione fra quelle personalità che hanno contribuito a tingere di rosa anche il mondo scientifico. Sullo sfondo della scena non passano slide di statistiche o formule scientifiche ma le foto informali dei volti delle protagoniste della scienza. «Non è vero che la scienza viene fatta solo da persone inimitabili, ma è anche vero - afferma la Coyaud - che la scienza non è certo democratica, ma può essere meritocratica, e quindi raggiungibile». Ad affollare la sala del teatro sono i ragazzi delle scuole superiori della provincia ai quali consiglia di andare via «perché questo è un paese che non ama la cultura scientifica e nel quale non c'è meritocrazia». Fra i presenti anche l'assessore alla cultura del comune di Pistoia Mirko Vannucchi che spiega: «Questo è un festival della riflessione e la capacità di saper riflettere è importante per capire l'evoluzione del mondo e delle cose che ci circondano, inoltre per i giovani questi incontri sono un'occasione per aprire la mente». Insomma, un ottima anteprima per uno degli eventi più attesi e rilevanti della Provincia di Pistoia. I prossimi due incontri che anticiperanno il festival ufficiale si terranno il 29 aprile e il 7 maggio, sempre al teatro Bolognini, e ospiteranno rispettivamente il filosofo ed epistemologo Telmo Pievani e lo scrittore ed antropologo Marco Aime, che introdurranno più da vicino il tema del "corpo che siamo".
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
