Da tutta la diocesi, insieme a genitori e catechisti, i futuri cresimandi si sono incontrati alla celebrazione del pomeriggio
Mille ragazzi col vescovo in cattedrale
Monsignor Bianchi: guardate in faccia le vostre paure, Cristo vi tiene per mano
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PISTOIA. Circa 1.200 famiglie hanno risposto all'appello del vescovo Mansueto Bianchi, che aveva invitato tutti i bambini prossimi alla Cresima ad incontrarsi ieri in cattedrale. Così una folla strabocchevole - cresimandi, ma anche familiari, catechisti e testimoni - ha riempito San Zeno ieri pomeriggio. Una folla multicolore, con striscioni, cartelli, drappi e tante bandane colorate al collo: una vera festa, insomma, per sottolineare il prossimo incontro di tanti ragazzi con il sacramento della cresima (o "Confermazione", come si dovrebbe definire). I fedeli sono arrivati a piedi in cattedrale dopo essersi radunati in seminario e in altre tre chiese del centro (San Bartolomeo, San Paolo, San Benedetto) a seconda della parrocchia di provenienza. L'incontro - senza precedenti, almeno in queste dimensioni - era stato preparato da mesi, sia con approfondimenti nelle parrocchie, sia con le centinaia e centinaia di messaggi che i ragazzi - sollecitati a farlo - hanno inviato a Mansueto Bianchi per raccontargli i loro sogni e le loro paure. «Coriandoli di vita», come li ha definiti il vescovo. E proprio dai messaggi dei ragazzi il presule è partito nella sua omelia, insieme al vangelo del giorno, quello della risurrezione di Lazzaro raccontata da Giovanni. Le paure più di frequente confessate dai cresimandi al loro vescovo sono quelle di crescere, di non essere all'altezza delle aspettative, di non riuscire a «vincere» nella vita. «Gesù non cancella queste paure» ha detto Bianchi. «Incontrarle è necessario per crescere, perché nella stoffa della vita non ci sono solo lustrini. Le nostre paure vanno affrontate, guardate in faccia: scappare non serve». Ma come l'amicizia con Cristo rincuora - nel brano del Vangelo - Marta e Maria, sorelle del defunto Lazzaro - così l'amicizia con Gesù può aiutare i giovani a superare le loro umanissime paure. «Me lo avete scritto in tante lettere - ha sottolineato il vescovo - lo sapete che il Signore ci prende per mano. E quest'incontro altro non è che la fede. Due ragazze l'hanno definita come un cuore rosso fiammante e come l'incontro tra il sole che tramonta e il mare. La fede è proprio questo. Ragazzi, buona cresima e buon viaggio».
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