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Veglia di preghiera in Mozambico per l'amata Martina
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Martina Bardelli con una bambina del Mozambico 2 MINUTI DI LETTURA
CASALGUIDI. Ci aveva messo piede solo una volta, eppure, dell'Africa, Martina Bardelli si era innamorata già prima di vederla. Da tempo l'aveva amata attraverso gli occhi del piccolo Jaire, il bimbo del Mozambico adottato a distanza e poi, finalmente, raggiunto in terra africana. Forse è stato lui, un orfano di quattro anni, a trascinarla fino a lì. Forse è stata la vocazione naturale di Martina, sempre pronta ad aiutare gli altri, a farla mettere in viaggio. La giovane casalina, una trentaquattrenne che al mattino andava a lavorare alla Breda e la domenica insegnava catechismo nella parrocchia di Don Renzo, è morta giovedì all'hospice di Spicchio, sul Montalbano, dopo due anni di malattia. Tanti coloro che le hanno già fatto u ultimo saluto nelle cappelle del commiato della Misericordia di Pistoia (che ne cura le esequie), in via del Can Bianco. Stamani, i funerali nella chiesa di San Pietro e Paolo, alle 10. Quindi l'ultimo viaggio verso il tempio crematorio. A piangerla e a ricordarla, non sono soltanto il padre Mauro, gli amici della parrocchia e la comunità pistoiese. Insieme a Martina c'è anche l'Africa. Proprio oggi, infatti, in Mozambico, ci sarà una veglia di preghiera tutta dedicata alla giovane. Un'unione di pensieri, una stretta ideale di mani che attraversa il mare e collega due continenti. Proprio come l'emozione che teneva uniti Martina Bardelli e il piccolo Jaire. «Da là - dice commossa Martine Coletto Bugiani, la responsabile della onlus Amici dell'Africa con cui la ragazza scomparsa era partita alla volta del Mozambico nel 2008 - continuano ad arrivare messaggi di cordoglio». "Siamo molto tristi" scrivono dal villaggio africano, e Martine traduce parola per parola per restituire, qua in Italia, il sentimento condiviso: "Come, Martina è morta? Ma perchè Martina? Era troppo giovane, pregheremo per lei"; e di pensieri simili ce ne sono a decine. «Quando andiamo laggiù - racconta Martine Bugiani - portiamo delle targhe per i nostri "padrini" morti. Quest'anno mi toccherà portarne una anche per Martina, e piangeremo tanto». Il cancro era entrato nella vita della giovane proprio dopo il viaggio in Africa, e a pochi mesi dalla morte della madre. Fino alla fine Martina Bardelli ha continuato a insegnare catechismo, e a pensare a quel lontano villaggio del Mozambico. «Lei non parlava della sua malattia, faceva coraggio agli altri, non mostrava la sofferenza» ricorda l'amica Martine. «Le ultime parole che mi ha detto, due mesi fa, sono state: guarda che io voglio tornare in Africa». E proprio oggi sarà quella terra tanto amata a raggiungere Martina.
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