Sigillo pistoiese sul ponte di Leopoldo II
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Larchitetto Giorgio Pasquini (il primo da sinistra) con il suo staff Firmato dall'architetto Giorgio Pasquini il progetto per la ricostruzione
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PISTOIA. E' pistoiese l'architetto che ha firmato il progetto vincitore del concorso internazionale indetto dalla Provincia di Prato per la ricostruzione del Ponte Manetti, opera risalente al periodo granducale, realizzata da Alessandro Manetti, su ordine di Leopoldo II, sul fiume Ombrone e di cui oggi restano solo i due imponenti piloni in pietra. Grazie ad un progetto che ha saputo coniugare storia, contesto, economicità e fruibilità, l'architetto Giorgio Pasquini e il suo staff - composto dagli ingegneri Guido Renzi e Alessandro Busca, dall'architetto Andrea Bellini e dal collaboratore Sergio Galligani - è riuscito a superare ben 126 colleghi che avevano partecipato al concorso. La commissione giudicatrice gli ha conferito un punteggio di 93 su 100 e un premio da diecimila euro. Pasquini avrà anche la possibilità di partecipare alla realizzazione del progetto definitivo, quando sarà il momento. Perchè adesso il problema fondamentale è reperire le risorse necessarie per la costruzione anche se gli enti coinvolti, Regione, Provincia, Comuni di Poggio a Caiano e di Prato, considerano tale opera strategica per il territorio. E' bene precisare che tale ponte sarà utilizzabile solo da pedoni e ciclisti. Pasquini ha pensato così di sfruttare le arginature che nel tempo sono state alzate, per creare uno spazio accessibile dove le persone si possano sede e intrattenere. Il progetto prevede infatti, di realizzare dei terrazzamenti attraverso dell'acciaio corten intorno alle sponde. Per non togliere la scena ai due portali granducali, la passerella, posta a quota quarantun metri, è semplicissima e ricorda il disegno di Manetti, considerato per l'epoca (1833) innovativo e sperimentale. Collegamento tra la Villa medicea di Poggio a Caiano e le Cascine di Prato, fu il primo ponte sospeso della Toscana, danneggiato dalla Seconda guerra mondiale. Dopo oltre 60 anni, grazie al genio creativo di un pistoiese, torneremo a respirare l'atmosfera di allora. E.B.
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