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Nessun profugo nella nostra provincia ma solo per adesso
Tiziana Gori
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Profughi in attesa dellimbarco a Lampedusa 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Via libera dal ministro dell'Interno Roberto Maroni al modello Toscana per l'accoglienza dei profughi. Il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi ha scelto dieci località, e nessuna di queste si trova in provincia di Pistoia. «Non siamo stati chiamati in causa adesso, ma potremo esserlo nelle prossime settimane», dice la presidente della Provincia Federica Fratoni. Alla fine, dunque, è passata la linea Rossi, che ieri mattina ha incontrato Maroni e il premier Berlusconi, a cui ha presentato il modello toscano. No alla realizzazione del mega-campo - con tanto di filo spinato - a Coltano, in provincia di Pisa, e sì a dieci centri di prima accoglienza, che potranno ospitare 500 persone, tutte identificate. Ad essere scelte, - Piombino, Massa Marittima, Livorno, il Pisano, Empoli e Firenze. Pistoia non rientra nella "fase 1", ma farà probabilmente parte della "fase 2", e la Provincia continua a lavorare per individuare siti idonei. «Martedì sera - informa Federica Fratoni - Rossi ci ha detto che avrebbe ricontattato solo gli amministratori chiamati ad ospitare profughi. Io non sono stata chiamata e quindi immaginavo che a Pistoia non ne sarebbe stato mandato alcuno. Almeno con la prima ondata di sbarchi». La "fase 1", infatti, è nata per la necessità di trovare una sistemazione agli sbarchi delle prime 500 persone provenienti da Lampedusa, che dovranno essere sistemate entro il fine settimana. La "fase 2", ben più complessa, prevede l'accoglienza di circa 3.500 persone - secondo il criterio indicato dalla Regione, "1 profugo ogni 1000 abitanti" - e non è assolutamente escluso quindi che Pistoia sia chiamata in causa in un secondo momento. «Già martedì 7 aprile ne sapremo qualcosa di più - commenta la presidente Fratoni - I presidenti delle Province dell'area metropolitana sono stati convocati dall'assessore regionale al sociale Salvatore Allocca». La scelta dei siti resta al momento quella indicata alcuni giorni fa. Fermo restando che il primo luogo disponibile è la casa vacanze della Diocesi a Lizzano. La Provincia pensa all'utilizzo dell'ex caserma Gavinana di via Baroni. «Il problema - afferma Fratoni - è che si tratta di un immobile in disuso che ha bisogno di ristrutturazioni importanti. Lo stesso per le ex colonie delle Ferrovie a Pian di Doccia, tra Maresca a Gavinana, che una volta adeguate potrebbero ospitare fino a 200 persone. Teniamo presente che, secondo il criterio scelto, a Pistoia potrebbero arrivare 300 profughi». Pistoia è stata inizialmente esclusa. Perchè? «Ci sono realtà più attrezzate, come quella di Massa Marittima. Poi le località di mare sono più facilmente raggiungibile e capienti. Noi restiamo disponibili a fare la nostra parte. Ciò detto, tutte le regioni sono chiamate a dare una mano in questa situazione d'emergenza».
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