Il Tirreno

Pistoia

Una mozione approvata all’unanimità contro la proposta del ministro Gelmini

I docenti del liceo scientifico bocciano i test destinati alle seconde superiori

Studenti del liceo scientifico all’ingresso dell’istituto Sopra un’assemblea in aula magna
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Studenti del liceo scientifico all’ingresso dell’istituto Sopra un’assemblea in aula magna

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 PISTOIA. I docenti del liceo scientifico, nell'ultimo collegio di giovedì scorso, hanno approvato all'unanimità una mozione in cui si delibera «la non disponibilità alla collaborazione per lo svolgimento delle prove invalsi» che il ministero Gelmini vuole somministrare in tutte le classi seconde delle scuole medie superiori italiane.  Gli insegnanti del liceo hanno espresso una valutazione totalmente negativa della metodologia didattica sottesa a questi test. Eccone i motivi. «I test - scrivono i docenti - sono uno strumento solo apparentemente oggettivo (se decontestualizzati non possono che rilevare parzialità inficianti). Veicolano una cultura frantumata e nozionistica (tutto il contrario di quanto si è andato affermando nella scuola: approfondimento, collaborazione, progettazione, verifiche mirate e articolate). I test provocano ansia e agevolano solo alcuni, tagliando fuori i più abituati a contestualizzare, chiarire e approfondire».  «Inoltre - proseguono i docenti dello scientifico - non tengono conto delle varie e diverse intelligenze e risultano avulsi rispetto alle progettazioni interne alle varie scuole (il modello uguale per tutto il territorio nazionale non può prevedere percorsi particolari). I test sono del tutto estranei alla nostra cultura e vengono, senza alcuna mediazione né contesto, importati dai paesi anglosassoni (che stanno cercando invece di liberarsene) e implementati forzosamente. I test diventano motivo discriminante tra classi e insegnanti e rischiano di fornire un quadro distorto della realtà scuola, nel momento in cui vanno ad influire sulla carriera e sulla dignità professionale degli insegnanti e mirano a valutare il merito degli studenti». Il sistema nazionale di valutazione, proseguono gli insegnanti del liceo, spinge a standardizzare l'insegnamento, uniformando le scelte didattiche alle richieste dei test, senza più tener conto delle caratteristiche del territorio, delle singole classi e dei singoli alunni, riducendo drasticamente il pluralismo nella scuola. I test non piacciono perchè «spingono i docenti a modificare la propria programmazione, elaborata sulla realtà concreta della classe, piegandola invece all'addestramento ai quiz». Questa decisione, votata all'unanimità («fatto raro nei collegi», secondo i docenti) si va a sommare a quelle analoghe che la scuola pubblica italiana sta assumendo contro le politiche scolastiche degli ultimi governi e del ministro Gelmini in particolare.

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