Rischiano il posto venticinque operatrici della Rsa Villa Guidotti
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La sala da pranzo di villa Guidotti Sopra la conferenza stampa della Cgil L'allarme della Cgil: «Ridotte le convenzioni con l'Asl già dodici addette sono state mandate in ferie forzate»
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MARESCA. Venticinque lavoratrici della montagna sono a rischio licenziamento. E' questo il campanello d'allarme lanciato dalla Cgil per "Villa Guidotti" a Maresca nel caso in cui non saranno rinnovate le convenzioni con l'Asl che negli ultimi mesi sono state drasticamente ridotte: dai 46 posti letto a pieno regime adesso siamo soltanto a trentuno. Attualmente, nella struttura sono presenti dodici dipendenti interne affiancate da altrettante operatrici di una cooperativa esterna. Proprio queste ultime rischiano seriamente in quanto il taglio delle convenzione da parte dell'Asl va ad incidere sul loro stipendio - che a pieno regime si aggira intorno ai 900 euro - e che potrebbe portare anche al licenziamento. Si tratta di donne con figli a carico e spesso portatrici dell'unico reddito in famiglia. La cooperativa nel frattempo si è attivata dando ferie alle addette per attutire l'attuale situazione ma una soluzione deve essere trovata. «E' arrivato il momento - spiega Sara Simboli di Fp-Cgil - di definire le regole necessarie sulle ore da attribuire alla cooperativa sociale che agisce all'interno di "Villa Guidotti", una struttura fondamentale per la montagna e che sta risentendo delle attuali difficoltà economiche. Da molti mesi non sono state riattivate una cospicua parte di convenzioni e noi combattiamo per far si che nessuna lavoratrice resti senza occupazione. Esistono criticità anche in altre strutture della zona ma in questa siamo oramai ad un livello di allerta molto alto vista questa riduzione progressiva di pazienti, e di conseguenza di ore di assistenza, per la struttura di Maresca». Il sindacato si sta già muovendo per intraprendere iniziative per la tutela delle lavoratrici per non rischiare di dover vedere licenziamenti che rappresenterebbero una sconfitta per tutta la montagna. «Abbiamo richiesto - conclude Sara Simboli - un incontro con l'Asl per evidenziare i problemi che sono sorti in questi mesi. Ma il nostro appello va anche alla responsabilità dei sindaci: se la crisi economica va a coinvolgere anche questo settore la montagna rischia seriamente di morire».
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