Il Tirreno

Pistoia

Truffata dalla finta commercialista

Truffata dalla finta commercialista

Non versati per anni tasse, Iva e contributi

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PISTOIA. Forte anche di un'amicizia ritenuta profonda, per anni si era ciecamente affidata a lei per il disbrigo degli impegni tributari legati all'attività del piccolo negozio di alimentari che gestiva in prima persona da quando era rimasta vedova. Le brutte sorprese erano arrivate tutte insieme, quando, nel 2007, le era stata notificata una cartella esattoriale da 37.000 euro con tanto di ipoteca sulla casa.

Così era venuta a sapere che la sua amica e commercialista (poi rivelatasi nessuna delle due cose) non aveva mai versato allo Sato uno solo delle migliaia di euro che lei le aveva consegnato per pagare tasse, Iva e contributi pensionistici. Accusata di truffa aggravata (dal 2000 al 2005) ed esercizio abusivo della professione (fino al maggio 2007), Alda Masiani, 63 anni, pistoiese, è comparsa davanti al giudice monocratico del tribunale lo scorso 16 dicembre. Ad un mese di distanza, la sentenza di patteggiamento emessa su sua richiesta e con il consenso del pubblico ministero è diventata definitiva: sei mesi di reclusione, convertiti nella pena pecuniaria di 6.840 euro, e 800 euro di multa per il reato di truffa (pena interamente condonata a causa dell'indulto); 300 euro di multa per il reato di esercizio abusivo della professione.

Il giudice ha inoltre condannato l'imputata al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile: unici soldi che, probabilmente, la vedova raggirata vedrà, visto che la sua ex amica, anche nel caso di una causa civile, difficilmente potrebbe provvedere ad un risarcimento dei danni, non avendo alcun bene a suo nome. «Abbiamo voluto rendere pubblica questa vicenda - spiega la figlia della 64enne commerciante - non per un desiderio di vendetta, ma semplicemente perché nessuno, in futuro, possa eventualmente rimanere vittima di una simile truffa così come è accaduto a mia madre». Nel procedimento penale, la commerciante, titolare del piccolo negozio in una frazione collinare di Pistoia, era rappresentata dall'avvocato Pamela Mariotti.

«I problemi - spiega il legale - sono arrivati nel 2007. Quella di 37.000 euro, con tanto di ipoteca sulla casa, è stata solo la prima cartella esattoriale arrivata alla mia cliente. C'è n'è stata una seconda da 32.000 euro e una terza da 10-15mila euro, derivanti da irregolarità risalenti a fine anni Novanta e mai prescritte in quanto gli avvisi di accertamento erano stati regolarmente notificati, ma la mia cliente li aveva sempre consegnati alla sua commercialista». Solo dopo l'arrivo della prima cartella, i figli della commerciante, indagando, avevano scoperto che la Masiani non era iscritta ad alcun ordine professionale, nè al Collegio dei revisori e periti commercialisti né all'Ordine dei dottori commercialisti. Ed avevano sporto denuncia alla polizia.

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