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Pistoia

L'Asl smorza i toni «I nostri tagli? Sono solo proposte»

L'Asl smorza i toni «I nostri tagli? Sono solo proposte»

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 PISTOIA. «La direzione aziendale intende rassicurare i cittadini che qualunque sarà il percorso che si intraprenderà nella programmazione dei servizi per il 2011, pur nella limitatezza delle risorse previste, sarà garantita la stessa qualità dei servizi di quella attuale».  Si legge così nella lunga nota stampa diffusa ieri dalla direzione dell'Asl 3, che cerca di fare chiarezza dopo l'allarme suscitato nei giorni scorsi dalle proposte avanzate dalla direzione generale dell'Asl ai sindaci. Proposte che ipotizzavano tagli di interi reparti agli ospedali di Pescia e San Marcello come parte di uno sforzo teso a economizzare risorse, visto uno sbilancio di 15 milioni di euro tra risorse a disposizione ed esigenze per il 2011.  Proposte che - come apparso nei giorni scorsi su queste colonne - hanno suscitato levate di scudi e proteste da parte delle comunità locali, in particolare dai sindaci della montagna (quello di Abetone ha provocatoriamente proposto di far transitare il suo comune in Emilia Romagna per quanto riguarda la sanità). Dure anche le reazioni della Cgil.  «Il dibattito che si è acceso in questi giorni sugli organi di informazione - si legge nella nota della direzione Asl diffusa ieri - ci impone da un lato di fare chiarezza e dall'altro di rassicurare gli utenti. Temiamo, infatti, che essi abbiano recepito informazioni non corrette e tendenzialmente allarmiste sulle "indicazioni" che sono state formulate ai sindaci. Si precisa che ogni singola proposta scaturisce da un'attenta analisi del territorio e dei suoi bisogni socio-sanitari».  La nota dell'Asl ricostruisce poi gli eventi. A inizio anno l'Asl ha presentato alla conferenza plenaria dei sindaci la relazione al bilancio di previsione 2011 con il relativo programma preliminare che deve tenere conto anche delle norme finanziarie nazionali e regionali. «In particolare - specifica la nota - quest'anno sono state date indicazioni specifiche di contenimento di costi per determinati settori (soprattutto personale, trasporti, farmaci, convenzioni, spese generali) che hanno imposto a tutte le Asl toscane di operare scelte strategicamente compatibili con una consistente riduzione delle risorse economiche».  Nell'ipotesi preliminare è stato deciso di concentrare le risorse economiche disponibili nei servizi e nelle prestazioni a maggiore criticità cercando di salvaguardare soprattutto i cittadini più "fragili" (pazienti anziani, pazienti oncologi, ecc...) e i settori che dovranno essere ulteriormente sviluppati (assistenza domiciliare, teleassistenza, telemedicina, riabilitazione, patologie croniche, consultori).  L'Asl spiega che l'aver disegnato già il 20 gennaio un'ipotesi di riorganizzazione dei servizi «è stata dettata dalla necessità di mettere gli amministratori locali in condizione di avere a disposizione il tempo necessario per formulare gli indirizzi che saranno recepiti dall'azienda. Il percorso, dunque, è appena avviato e sono ovviamente previste ulteriori azioni di confronto e valutazione, (che devono solo essere messe materialmente in agenda) anche con le organizzazioni sindacali e le associazioni di volontariato. Saranno inoltre coinvolti i rappresentati della comunità locale e sociale e da questo confronto l'azienda si attende delle proposte anche alternative all'ipotesi iniziale».  La direzione Asl torna a sottolineare, concludendo il proprio intervento, che «in ogni caso nulla cambierà per quanto riguarda la qualità dei servizi, la continuità dell'assistenza, la fruibilità delle prestazioni che proseguiranno in una logica di "rete" tra le due zone-distretto allo scopo di garantire all'assistito le cure e le terapie più appropriate e la sicurezza, e soprattutto quest'ultimo aspetto non sarà mai condizionato da una minore disponibilità finanziaria».

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