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Sanità, basta col modello aziendalistico
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Il reparto di rianimazione dellospedale del Ceppo Convegno dei Comunisti per Pistoia: più risorse all'azienda
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PISTOIA. Di sanità non si parla spesso, è un tema che sfugge al dibattito pubblico, eppure è um tema "pubblico" per eccellenza perché riguarda tutti i cittadini. A colmare il vuoto del confronto, ci hanno pensato di Comunisti per Pistoia che la scorsa settimana ha convocato un'assemblea sulla sanità pistoiese alla quale hanno partecipato operatori sanitari, rappresentanti sindacali e dirigenti della Asl 3. Tre sono stati i temi affrontati dopo l'introduzione del presidente del consiglio comunale, Marco Vettori: i valori che fanno da riferimento alla organizzazione del sistema sanità a Pistoia; i bisogni dei cittadini e la programmazione locale; lo stato di salute dei cittadini della Asl 3 e la tenuta del sistema organizzativo dei servizi ospedalieri e territoriali e il problema delle risorse a sostegno dei servizi e delle attività. Anche a Pistoia, è stato detto, si è assistito ad una esasperata politica sanitaria che ha messo al centro della sua programmazione le risorse economiche e ai margini i bisogni di salute, con l'inevitabile conseguenza di un divario sempre più crescente fra salute ed esigenza economico finanziarie. Secondo i Comunisti, da questa impostazione è derivata una criticità diffusa che ha trasformato il diritto alla salute - diritto costituzionalmente garantito - in diritto finanziariamente condizionato. «Pur consapevoli della importanza che ha nel sistema sanitario la sostenibilità economico finanziaria - dicono i Comunisti per Pistoia -, occorre trovare un giusto equilibrio tra domanda crescente di salute e contrazione delle risorse e per quanto riguarda lo specifico della Asl di Pistoia, recuperare anche una sottostima delle risorse che sono state assegnate». Ma a parere di tutti gli interventi, è il sistema aziendalistico che va rimesso in discussione, per recuperare i livelli di democrazia e di partecipazione che invece sono stati compressi da una visione tecnocratica e monocratica del direttore generale. Per quanto riguarda l'Asl 3, ci sono criticità rappresentate dal funzionamento del sistema ospedaliero e dalle fughe che si stanno verificando verso altri centri di attrazione (17% verso l'azienda ospedaliera di Careggi, il 14% verso altre Asl della Toscana), ma anche dalla conflittualità tra Asl e operatori medici e dall'avvio della Società della salute. In sintesi, la revisione generale che viene richiesta dagli operatori e che è stata fatta propria dal gruppo consiliare dei Comunisti per Pistoia non può limitarsi alle strategie e ai processi organizzativi. Viene quindi richiesto un nuovo approccio alla sanità che confermi il ruolo primario del servizio pubblico, della centralità dei cittadini e degli operatori che si deve sostanziare in una maggiore partecipazione ed in un coinvolgimento più attivo e concreto dei cittadini e delle istanze istituzionali e sociali a tutti i momenti più rilevanti collegati alla programmazione e alle prossime scelte compresa la realizzazione e la organizzazione del nuovo ospedale.
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