Il presidio
«Gli impianti pericolosi vanno proibiti»
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Il rogo al poligono di tiro a segno, nel 2007 Parla il figlio di Riccardo Tarlati, morto nel rogo del poligono di tiro
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PISTOIA. È inaccettabile che un impianto sportivo privo delle garanzie di sicurezza venga utilizzato lo stesso. A pensarla così è Andrea Tarlati, figlio di Riccardo, il fotografo appassionato di tiro a segno che morì nell'incendio del poligono di Pistoia, il 24 luglio 2007. Tarlati ha scritto una lettera per commentare le dichiarazioni dell'assessore comunale Mario Tuci, dopo il ritardo nei soccorsi al calciatore domenica al campo sportivo di San Felice, dove le ambulanze non arrivano a causa dello stretto ponte sull'Ombrone. Tuci aveva dichiarato di essere a conoscenza del problema ma di non disporre al momento dei fondi necessari per intervenire. «Leggere fra le sue dichiarazioni - scrive Andrea Tarlati - farcite di coniugazioni al condizionale ed al futuro, che siete a conoscenza da tempo di questo problema e non avete fatto niente per risolverlo (da leggere chiudere l'impianto se non è agibile) fa solo pensare al poco interesse che viene rivolto nei confronti della sicurezza degli sportivi che frequentano gli impianti della nostra città». «Non è ammissibile - continua Tarlati - che da parte di un amministrazione pubblica si lasci tutto com'è in attesa di "trovare i fondi". Purtroppo le tragedie non aspettano che ci siano le risorse per evitarle». Secondo Tarlati i cittadini dovrebbero essere messi in condizione di conoscere il livello di sicurezza di un impianto, per decidere se frequentarlo o no. «Non è mia intenzione polemizzare sulla drastica situazione degli impianti sportivi pistoiesi - continua Tarlati - la cui responsabilità probabilmente si perderebbe negli ultimi trenta o quaranta anni di storia cittadina ma di criticare, se ci è ancora concesso, un atteggiamento di leggerezza che poi porta alle tragedie come quella che sto vivendo io e molti altre persone colpevoli solo di aver frequentato un impianto sportivo in attesa di fondi» Tarlati si chiede «cosa avremmo letto sul giornale se l'incidente avesse avuto un esito ben peggiore di quello che, per fortuna, è stato? E lei avrebbe detto comunque che da tempo sapeva che c'era quel problema? Non so quali siano le competenze del suo assessorato ma penso che un minimo di assunzione di responsabilità gli competa di sicuro e pertanto mi aspetto, e le chiedo, di dare un segnale forte chiudendo tutti gli impianti dei quali non sono certe agibilità e rispetto delle norme di sicurezza, per evitare che un piccolo incidente si trasformi in tragedia».
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