Il presidio
Discuterà insieme a sindacalisti e politici del futuro del lavoro dopo Mirafiori e Pomigliano
Tavola rotonda col leader Fiom Airaudo
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Giorgio Airaudo 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. "Pomigliano, Mirafiori...e dopo? Cosa aspetta il futuro del lavoro?". È questo il titolo dell'iniziativa organizzata dalla Fiom Cgil di Pistoia per giovedì 20 alle 17 nella Sala maggiore del palazzo comunale. Alla tavola rotonda, patrocinata dal Comune, parteciperanno alcuni membri dell'Rsu Mirafiori e il segretario nazionale della Fiom, responsabile settore auto, Giorgio Airaudo. Dopo il saluto del presidente del consiglio comunale Marco Vettori, e l'introduzione del segretario provinciale della Fiom Nicola Riva, sarà Luca Telese, giornalista del Il Fatto Quotidiano e La7, a coordinare i lavori. «L'obiettivo è rimettere al centro del dibattito politico la questione del lavoro» spiega Riva. Anche per questo al dibattito sono stati invitati Vincenzo Vita, senatore Pd, Francesco Ferrara, responsabile nazionale Sel, Alessanadra Tibaldi, responsabile nazionale del lavoro per l'Idv, Paolo Ferrero, coordinatore nazionale Federazione della Sinistra e Marco Rizzo, segretario Partito comunista Sinistra popolare. «La paura - spiega Riva - è che il modello Pomigliano e Mirafiori, le deroghe al contatto nazionale, la riduzione dei diritti sindacali, il peggioramento delle condizioni di lavoro si estenda anche ad altre aziende». Anche alla Breda? «Mirafiori sta a Torino, come la Breda sta a Pistoia. A marzo scadranno i mandati dei vertici e potrebbero cambiare gli indirizzi aziendali. Già altre realtà assimilabili a Breda, legate al ministero dell'Economia, come Fincantieri, sono uscite a inizio anno da Confindustria. Non vorremmo fosse un presagio di estensione del modello Mirafiori». Tutte concordi le forze politiche di sinistra pistoiesi (Pd, Idv, Sel, Federazione per la Sinistra, Sinistra Popolare) nel condannare il modello Mirafiori, solidarizzare con lo sciopero generale delle tute blu del 28 gennaio e definire il referendum "una scelta fatta con la pistola alla testa". «Spero che il Pd - ha aggiunto Paolo Bruni, segretario Pd - pur nel rispetto di tutte le sensibilità che lo animano, prenda una posizione chiara e decisa su questo tema». M.Q.
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