Il Tirreno

Pistoia

Beghe contrattuali: la telefonia fa la parte del leone

Tiziana Gori

Raffica di conciliazioni alla Camera di commercio, il 49% risolte a favore

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 PISTOIA. Non solo i privati cittadini. Anche le imprese si rivolgono in misura sempre maggiore alla Camera di Commercio per risolvere le proprie controversie. Le conciliazioni tra imprese sono passate dalle 21 del 2006 alle 130 del 2010. Complessivamente, in cinque anni, le procedure depositate sono salite da 65 a 304. Ne sono risolte positivamente il 49%. L'importanza dello strumento della conciliazione? La spiega Stefano Palla, funzionario della Camera di Commercio di via Fedi, responsabile dello Sportello attivo alla Cciaa.  «Diciamo che finalmente anche a Pistoia siamo sulla buona strada. Si comprende sempre più l'utilità dell'uso di procedure alternative nella risoluzione delle controversie civili e commerciali. Prendiamo un'azienda che ha la classica bega legata all'attivazione di un contratto non richiesto. Prima di una sentenza definitiva di terzo grado possono passare anche dieci anni. Se la controparte accetta di sedersi al tavolo e discuterne, dopo ha 15 giorni per accettare il tentativo di conciliazione».  Grande risparmio di tempo, ma anche di soldi. «Considerando che le controversie più frequenti riguardano casi da 1000 a 5000 euro, per un privato la conciliazione ha un costo di 50 euro, e non paga nessun deposito. Un'impresa paga 60 euro per la conciliazione e 30 euro di deposito».  Nato nel 1998, lo Sportello ha ottenuto nei primi tempi scarsi risultati. «Il primo anno è stata depositata una sola procedura, il secondo qualcuna in più, 5».  Numeri tutt'altro che esaltanti. Ma dal 2006 il vento ha cambiato direzione. «Un cambiamento quantitativo ma anche qualitativo. Siamo saliti da 65 a 304 procedure. Le conciliazioni risolte positivamente sono passate dal 15,4% del 2006 al 49% del 2010». Significativo l'aumento delle imprese che si sono rivolte alla Camera di Commercio: dalle 21 del 2006 alle 130 del 2010. «A dimostrazione di un interesse crescente. Lo scorso anno sono state depositate 169 domande di privati e ben 130 di imprese».  La parte più consistente di domande riguarda il settore della telefonia. «In parte - ricorda il funzionario - perché per la telefonia è comunque obbligatorio il passaggio dal tavolo di conciliazione». Attivazioni non richieste, passaggi da un operatore all'altro senza che l'utente ne venga informato. Queste le controversie che l'ente si trova a dirimere con maggiore frequenza. «La telefonia rappresenta il 50% del nostro lavoro e, al momento, il 50% delle controversie è risolta positivamente».  In salita la strada per chi cerca la conciliazione sui servizi. Un cittadino o un'azienda che vogliono risolvere un problema con l'azienda del gas o della luce si trovano spesso costretti a rivolgersi alle associazioni dei consumatori. «Nelle cui sedi - ricorda Palla - esiste la possibilità della conciliazione paritetica. Spesso le aziende di servizi accettano solo reclami presenti sul contratto. E se hanno la sede legale a Milano, o a Roma, difficilmente accettano di venire a Pistoia per attivare un tavolo di conciliazione».

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