Una folla per l'addio all'angelo di Pavana
R.P.
Quattro paesi si stringono attorno ai familiari di Mattia Corradini
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SAMBUCA. Lacrime, commozione e ancora incredulità hanno accompagnato ieri l'ultimo saluto a Mattia Corradini, il ragazzo di 14 anni morto venerdì scorso in seguito ai traumi riportati dopo essere stato investito da un pirata della strada (poi arrestato il mattino dopo dai carabinieri), mentre percorreva la statale Porrettana all'altezza di Granaglione e cercava di svoltare per parcheggiare davanti all'attività di tappezzeria della mamma. Dentro e fuori dalla chiesa di Borgo Capanne, a Granaglione, c'era tantissima gente, proveniente da Pavana e dai paesi che dal confine toscano proseguono dentro l'Emilia: Granaglione, Ponte alla Venturina, Porretta Terme. Per Mattia, come per le due famiglie del babbo Fabio Corradini e della Paola Mellini, è come un paese unico, un'unica comunità fatta di parenti, conoscenti stretti, storie di vita in comune. Lacrime e sguardi attoniti per i tanti amici di Mattia e i compagni della prima classe dell'istituto alberghiero che lo sfortunato ragazzo di Pavana frequentava, già con ottimi risultati, da quest'anno. Sono stati i vigili del fuoco volontari del distaccamento di Gaggio Montano, colleghi del padre Fabio, a portare il feretro in spalle, accompagnandolo per il tragitto fino alla chiesa e poi al vicino cimitero.
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