Il presidio
Dopo la pioggia di polemiche cadute sul Comune, commissione convocata durgenza per giovedì
Nuovo incontro sulla partecipazione
Marta Quilici
Dissenso interno al Pd: oggi una presa di posizione ufficiale del coordinamento
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QUARRATA. Giovedì si inconterà nuovamente la commissione sulla partecipazione per parlare dell'iniziativa del bilancio partecipativo "Contiamo tutti". Della commissione fanno parte i tre membri eletti Daniele Manetti, Tommaso Pieragnoli e Simone Drovandi, il sindaco Sabrina Sergio Gori e gli assessori o i funzionari responsabili per l'argomento trattato. Daniele Manetti però, ha chiesto, finora senza risposta, che possano partecipare con diritto di parola anche tutti i consiglieri comunali o, in alternativa, i capigruppo del consiglio comunale o i componenti della commissione consiliare istituzionale. L'obiettivo è quello di permettere ai consiglieri di portare il loro contributo, le loro posizioni e le loro proposte alla riunione. L'appuntamneto è per le 17.30: l'unico argomento della commissione sarà il prossimo percorso partecipativo. Intanto, dopo la presa di posizione del presidente del consiglio comunale Massimo Sauleo (nella foto al centro, a sinistra il sindaco Gori), critico verso il percorso di bilancio partecipativo (e in particolare sul sorteggio dei partecipanti e sulla partecipazione sui tagli), si attendono sviluppi sul fronte del Pd le cui posizioni, evidentemente, non sono omogenee neppure all'interno del partito. «Domani (oggi, ndr) - spiegava la segretaria comunale del Pd Arianna Benigni ieri pomeriggio - manderemo una nota con una nostra dichiarazione che emergerà dalla riunione prevista in serata». Non si placano invece, sul fronte dell'opposizione, le critiche al percorso partecipativo. L'Udc, in una nota, prende posizione critica sull'argomento: «In un tempo di indifferenza - si legge - è sempre cosa buona e auspicabile vedere i cittadini coinvolti nelle vicende politiche e amministrative del loro territorio, esercitare il diritto di cittadinanza facendo sentire la loro voce con una presenza vigile sulle scelte operate dall'amministrazione. Coinvolgere 1200 cittadini, estratti a sorte dagli elenchi dell'anagrafe, invitati a partecipare personalmente con una lettera inviata al loro indirizzo, non è cosa da poco e mettere in piedi con serietà un tale processo richiede tempo, preparazione, organizzazione, disponibilità dei partecipanti, risorse. Un grosso impegno per l'amministrazione, con una finalità importante, dinanzi alla quale occorre domandarsi, prima di tutto, se la logica dell'estrarre a sorte delle persone a cui affidare tale incombenza, sia adeguata a dare risposte di valore e competenza capaci di rappresentare gli interessi della generalità dei cittadini. Anche i sondaggi per essere attendibili, devono riferirsi a "campioni" rappresentativi: il "caso" non è forma di garanzia di correttezza, competenza e trasparenza". Critiche sul percorso partepipativo anche dall'Idv: «Di questa iniziativa - spiega il referente, Domenico Pagliaro - la stessa commissione sulla partecipazione non era stata informata. Le prese di posizione di un componente della commissione, Manetti Daniele, sono del tutto legittime, sia per come è stata organizzata l'iniziativa che per il contenuto. Non si possono chiamare i cittadini solo per decidere i tagli, ma vanno coinvolti anche sugli investimenti. La nostra democrazia è rappresentativa ma chi amministra ha il dovere di ascoltare i cittadini in maniera continuativa. Un controllo maggiore da parte dei cittadini, potrebbe essere un antidoto alle bizzarrie amministrative di alcuni sindaci che si credono consoli dell'impero se non imperatori. Chiediamo maggiore trasparenza nei confronti di tutta la cittadinanza e un confronto costante».
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