Il Tirreno

Pistoia

«Forse più che fare, conta far credere»

Il sindaco Renzo Berti
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Il sindaco Renzo Berti

Renzo Berti commenta la classifica sul suo blog

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 PISTOIA. «Colpito e... affondati?. Ancora una volta le graduatorie del "Sole 24 Ore" si abbattono su Pistoia». Il sindaco Renzo Berti si affida all'ironia e al suo blog per spiegare il suo pensiero sull'indagine del quotidiano economico della Confindustria.  Dopo il pesante giudizio sulla qualità della vita nella nostra provincia (71ª in Italia nel 2010), ne arriva un altro, quello annuale su quanto le città amano i loro amministratori, ancor più penalizzante.  «Un giudizio - ricorda il sindaco Berti - che ho già commentato l'anno scorso sul mio blog, ma su cui voglio tornare. Potrei farlo con un approccio minimalista tendente a relativizzare».  «In fondo - ricorda Berti -, il 49,5% che mi viene attribuito è sostanzialmente lo stesso consenso ottenuto al primo turno elettorale (49,8%) e d'altra parte mi trovo in ottima compagnia, visto che, nella forbice tra il 49% e 50%, troviamo mezza Toscana (Pisa, Prato, Livorno e Lucca oltre a Pistoia), ma anche Roma e Milano. Ma c'è invece un'altra angolatura che più mi preme e preoccupa che rimanda ad un detto celebre di Machiavelli: "Governare è far credere". Forse è proprio così, più che il fare conta il far credere».  Da qui, il riferimento a Berlusconi è quasi automatico: «Come si spiegherebbe altrimenti l'irriducibile popolarità di Berlusconi nel nostro Paese?».  Sotto il profilo dei fatti, Berti assicura di non aver niente di cui rimproverarsi. «In così tempestosi, abbiamo potenziato l'offerta nei servizi e nell'assistenza alla persona ed accresciuto le potenzialità cittadine: dall'università alla biblioteca, dalla viabilità al nuovo ospedale, dall'autostrada dell'acqua al già finanziato rifacimento bacino di Gello, dalla pedonalizzazione del centro alla raccolta differenziata. Ma forse non siamo riusciti a far conoscere le cose: a far capire, non a far credere! O forse è più facile dare ad intendere che quanto accaduto al "Cip e Ciop" sia colpa del Comune, così come per i disagi della nevicata o per l'incredibile vicenda dell'Aias».  Per questo Renzo Berti si dice preoccupato, non solo perché «il sindaco è di tutti i cittadini, compresi quelli che non lo hanno votato e dei quali deve cercare di recuperare il consenso», ma soprattutto perché «non vorrei che la politica si piegasse sempre più alla logica dell'immagine, del virtuale che sopravanza il reale. In altre parole, la politica come strumento di potere e non come palestra per la costruzione della società. Allora sì che saremmo affondati. Tutti quanti, però». R.P.

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