Il Tirreno

Pistoia

Le aziende cercano i jolly

Marta Quilici
Anche ai semplici impiegati sono sempre più richieste competenze in settori diversi Quella dei muratori è tutt’ora una delle mansione più richieste
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Anche ai semplici impiegati sono sempre più richieste competenze in settori diversi Quella dei muratori è tutt’ora una delle mansione più richieste

Profili flessibili, che sappiano svolgere più mansioni

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 QUARRATA. Muratori, saldatori, carpentieri, meccanici, impiegati per il commerciale estero e contabilità, rappresentanti a provvigioni. Questi alcuni dei mestieri ancora richiesti dalle aziende della Piana.  Ma in tempo di crisi le imprese vogliono soprattutto dei "jolly": profili professionali che all'interno di un'azienda riescano a giostrarsi in vari ruoli. Per le specializzazioni tradizionali del territorio, invece, come tappezzieri e falegnami nel quarratino, e filatori e rammendatrici nei Comuni del distretto tessile, la riconversione è difficilissima.  Ed è proprio questo panorama occupazionale che, estirpando le radici di una tradizione produttiva pluridecennale dei comparti della Piana, aggrava ulteriormente la crisi economica del territorio, con forti ripercussioni anche a livello sociale. «Arrivano al centro per l'impiego molti uomini che con il lavoro di tappezziere hanno tirato su una famiglia per vent'anni - spiega la responsabile della sede di Vignole, Natalia Giachetti - e che adesso hanno perso il lavoro in seguito alla crisi della loro azienda. Sono persone molto specializzate, ma in un mestiere determinato, difficilissimo da ritrovare». E aggiunge: «Quello che cercano le aziende adesso, sono, per così dire, dei "jolly": profili flessibili che all'interno dell'impresa sappiano svolgere più mansioni. Le parole d'ordine sono "lingue", "comptuer" e "diploma": la conoscenza di una o più lingue, avere sufficienti abilità informatiche e un diploma in mano sono qualifiche ormai necessarie anche per profili "bassi". Non soltanto, cioè, per impiegati o rappresentanti, ma anche, ad esempio, per le commesse».  Negli uffici, invece, sono richieste sempre più conoscenze: «Le aziende - spiega Donatella Giusti del centro per l'impiego di Vignole - lavorano sempre di più con l'estero e richiedono, quindi, impiegati per il commerciale estero, ma che abbiano anche conoscenze di contabilità e viceversa». La stessa persona, cioè, deve saper svolgere sia il lavoro di amministrazione, che quello commerciale, solitamente distinti. Altri profili abbastanza richiesti sono quelli di muratore e carpentiere, saldatore e meccanico e di rappresentante: «Ma spesso - spiega la Giachetti - si tratta di vendite a provvigioni: ciò significa che il rappresentante, all'inizio, deve fare un investimento, utilizzando spesso la propria auto e il proprio cellulare, e alla fine non è detto che riesca a vendere merce a sufficienza».  In generale, però, di questi tempi alle aziende arrivano una quantità esorbitante di curriculum per un numero esiguo di posti: quest'estate, ad esempio, per 20 posti alla nuova Coop quarratina in 7 giorni sono arrivati 600 candidature. Ciò fa sì che spesso le aziende non riescano a valutare le specifiche professionalità di ciascuno, ma selezionino i profili per i quali hanno sgravi fiscali come, ad esempio, quelli in mobilità. Il lavoro nero è sempre presente: «Questo è un fenomeno - spiega Sara Marzolla, del servizio orientamento - che persiste ed è praticato soprattutto da chi ha una bassa professionalità e si accontenta di tutto pur di lavorare. Il settore in cui è più diffuso è quello delle pulizie».  

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