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Sindaco, sbagli a tenere toni bassi
Renzo Bardelli
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Il cantiere della nuova sede Aias Sul caso Aias occorre una grande mobilitazione
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Caro sindaco, la stampa locale, riferendo degli sviluppi inammissibili della vicenda Aias, commenta testualmente che «adesso anche le istituzioni pistoiesi hanno rotto gli indugi e sono scese in campo». E tu, in una tua dichiarazione, confermi che «in questi mesi da quando è esplosa la vicenda dell'Aias abbiamo tenuto toni bassi nell'auspicio che il contenzioso potesse trovare una composizione al di fuori delle aule dei tribunali». Ed ancora tu, signor sindaco, dichiari che un appuntamento fissato col presidente nazionale dell'Aias non avrebbe più senso se prima non si manifesta la volontà dello stesso presidente nazionale Aias di revocare il provvedimento. Caro sindaco, sono allibito ed esterrefatto, incredulo, di fronte a questi fatti e ti invito caldamente a rifletterci sopra, ma soprattutto ti invito a dare una sterzata netta ai tuoi comportamenti inadeguati davvero ed inconcludenti. L'Aias è un grande patrimonio per Pistoia. L'attività dell'Aias, in quaranta anni, non ha mai creato alcun problema alle pubbliche istituzioni, ma autonomamente, grazie alle grandi convinzioni etiche e alle ottime capacità manageriali di Luigi Bardelli, ha sollevato le pubbliche istituzioni non solo da ogni "preccupazione" ma ha permesso di garantire a centinaia e centinaia di famiglie di usufruire di un servizio e di una assistenza senza eguali al mondo. Le sedi dell'Aias di Pistoia sono un portento di efficienza grazie alle motivazioni ed all'impegno del personale che ha acquisito una professionalità ed una identificazione nel ruolo che ha permesso alle famiglie (rifletti, sindaco, su cosa significhi essere genitori di un figlio spastico) di poter contare su "sollievi pratici" e sostegni morali di enorme valore umano. Proprio attingendo alla mia antica esperienza di amministratore pubblico ed ai ricordi di allora, ho sempre apprezzato quel che era e come cresceva e si sviluppava la esperienza pistoiese, che oggi si trova addirittura coi lavori interrotti per la nuova sede. Roba da pazzi, signor sindaco, roba da pazzi. La gestione Aias potrà anche avere commesso qualche errore e non so cos'altro, ma la credibilità, i meriti, le garanzie date agli assistiti sono state e sono per Pistoia una realtà certa, tangibile e talmente evidente da non potere tollerare una situazione quale quella che si è venuta manifestando negli ultimi mesi. E tu hai "tenuto i toni bassi"... E i deputati di Pistoia? E i consiglieri regionali di Pistoia? Dov'erano, dove sono? Quale mobilitazione del Parlamento, del consiglio regionale? Quale interesse è stato manifestato? Si tratta degli "ultimi", caro sindaco, come si diceva una volta degli handicappati, di coloro che un tempo si vergognavano ad uscire di casa, coi familiari che soffrivano pene indicibili, e che con l'Aias di Pistoia hanno avuto servizi, sorrisi, solidarietà concrete, prospettive e fatti concreti quotidiani, da decenni. Tu devi sapere, qualora non ci avessi mai pensato, che il dramma di un familiare di un ragazzo handicappato è proiettato nei drammi del futuro: i pensieri ricorrenti sono del tipo "e quando io morirò, che ne sarà di mio figlio?". Ed allora, caro sindaco, ti prego, riunisci subito il potere pubblico, i deputati pistoiesi di ogni colore, i consiglieri regionali di ogni potere, e andate ad occupare tutti insieme la sede nazionale Aias e non abbamdonatela finchè giustizia per Pistoia non sarà stata fatta. Poi magari chiedete a Luigi Bardelli che si riposi, che "lasci" e che si goda quel che ha fatto e che tangibilemnte è noto a chi ha occhi per vedere e menti per riflettere.
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