Il Tirreno

Pistoia

Pronti a chiedere l'invio del commissario

Beatrice Faragli
Un momento dell’assemblea di martedì sera all’auditorium della Bcc di Vignole
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Un momento dell’assemblea di martedì sera all’auditorium della Bcc di Vignole

Ultimatum del comitato per il completamento della cassa d'espansione

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 QUARRATA. Auditorium stracolmo, martedì sera, per l'assemblea sull'emergenza alluvioni organizzata dal Comitato di Olmi e Vignole. Sul palco, un attesissimo vicesindaco del Comune di Pistoia, Mario Tuci, pronto al confronto con Quarrata dopo gli allagamenti della scorsa settimana. Dalla Piana, il 23 dicembre, era partito l'appello diretto all'ente pistoiese: trattenere più acqua a monte per scongiurare il rischio esondazioni nel Quarratino.  Seduti allo stesso tavolo, anche il presidente del Consorzio Ombrone, Paolo Bargellini, il vicesindaco di Quarrata, Marco Mazzanti, il referente dei comitati, Daniele Manetti, e il responsabile della protezione civile di Pistoia, Angelo Biagini. Assente solo la Provincia. Nella sala della Bcc di Vignole però sono stati i cittadini i protagonisti indiscussi della serata. Il rischio idrogeologico, ma soprattutto l'esperienza degli ultimi due anni, con le feste natalizie passate a fare la conta dei danni e a cercare di tener l'acqua fuori dal portone, hanno richiamato all'assemblea una gran fetta di cittadinanza, pronta ad accendere i toni su una delle questioni più sentite nelle frazioni quarratine.  Non sono mancati neppure i commercianti degli Olmi, che, nel periodo più propizio per le vendite, si sono ritrovati con i negozi vuoti, prima a causa della neve e poi dell'acqua. Da Manetti intanto arriva la promessa: «Tutti le richieste dei cittadini di martedì sono già state raccolte e saranno portate avanti con impegno».  Casse d' espansione pistoiesi. Inizio dei lavori previsto entro la fine del 2011 per la cassa d'espansione ai Laghi Primavera, un'opera da 800mila metri con finanziamenti già stanziati. Il quantitativo di oltre 3 milioni e mezzo di metri cubi dettato dal Pai (piano assetto idrogeologico) che Pistoia dovrebbe riuscire a trattenere sul suo territorio è ancora lontano. Ma Tuci assicura: «Stiamo cercando di intercettare le risorse anche per la seconda cassa», quella di Pontelungo (900mila metri cubi). Intanto però l'opera resta ferma, mancano i fondi.  Cassa della Querciola. «Si spera di iniziare i lavori prima dell'estate - dice Bargellini - Il progetto è stato presentato in Provincia la scorsa settimana, nei primi giorni del 2011 sarà portato a Firenze per la valutazione di impatto ambientale».  Dopo un decennio d'attesa, la cassa d'espansione della Querciola, indispensabile a raccogliere la piena del Quadrelli e a mettere in sicurezza Olmi, Barba, Vignole, Casini e Caserana, sembra in fase d'arrivo. Manetti non transige: «Per fine 2011 deve esser pronta altrimenti ci appelleremo alla Regione chiedendo l'intervento di un commissario».  Non mancano però le critiche al progetto, un lavoro, secondo alcuni, con gravi mancanze a monte che andrebbe rivisto. Intanto Mazzanti precisa: «L'impegno dell'amministrazione è proprio volto ad avere degli invasi per raccogliere le acque basse, con la cassa di espansione in Querciola e a Olmi». Un'opera quest'ultima ampiamente contestata per la sua scarsa capacità di contenimento e su cui il vicesindaco dice: «Se si trovassero le risorse sarebbe auspicabile ampliarla».  Stella. Una trentina i cedimenti registrati lungo l'argine del torrente Stella, un chilometro e mezzo che richiederebbe una messa in sicurezza da due milioni di euro. Per il 2011 però è previsto solo il rifacimento, con 500mila euro già stanziati, di un tratto da 200 metri a Valenzatico. «Come mai il corso d'acqua è arrivato ad essere così fatiscente? Quanti controlli ha fatto la polizia municipale per verificare eventuali abusi ai danni del torrente?», denuncia Massimo Bianchi seduto tra il pubblico dell'assemblea.  Ombrone. Tra i cittadini monta lo scontento per gli ultimi 50 metri, quelli vicini al ponticino della chiesa, lasciati fuori dal ripristino dell'arginatura di Ferruccia. Questo l'unico cruccio tra la soddisfazione generale per il lavoro fatto. Quei 570mila euro necessari per concludere l'opera però, almeno per ora, non ci sono.  

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