Il Tirreno

Pistoia

Il federalismo punisce Pistoia

Tiziana Gori
Una veduta aerea del centro di Pistoia
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Una veduta aerea del centro di Pistoia

Oltre due milioni di risorse in meno dal fisco per il Comune nel 2011

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 PISTOIA. Arriva la rivoluzione federalista per le tasse comunali. Alcuni Comuni capoluogo di provincia - poco più della metà e concentrati soprattutto nelle regioni del centro nord secondo uno studio del senatore del Pd Marco Stradiotto - trarranno benefici dal nuovo fisco previsto nel federalismo fiscale. Altri ne usciranno con le ossa rotte. Secondo Stradiotto in Toscana, Livorno e Pistoia perderebbero rispettivamente il 15% e il 10% con il passaggio dai trasferimenti statali all'autonomia delle imposte. La città labronica circa 7 milioni di euro, Pistoia 2,5 milioni di euro.  Una stangata. Ma come funzionerà il federalismo fiscale riguardante il fisco municipale? Il decreto legislativo 292, attualmente in discussione alla commissione bicamerale per il federalismo fiscale determinerà un cambiamento radicale dei meccanismi che regolano le entrate di ogni singolo Comune italiano. Il decreto prevede la devoluzione, a favore dei Comuni, della fiscalità immobiliare e del gettito derivante dalla nuova cedolare secca sugli affitti. A partire dal 2011, infatti, i tradizionali trasferimenti ai Comuni non arriveranno più dai capitoli di spesa (fino ad oggi allocati al Ministero dell'Interno con il titolo "Trasferimenti agli enti locali") ma da un fondo denominato "sperimentale di riequilibrio" (che dovrebbe durare massimo 5 anni). Tale fondo sarà alimentato dal gettito dell'imposta di bollo, di registro, dall'imposta ipotecaria e catastale, dai tributi catastali speciali, dall'Irpef relativa ai redditi fondiari e dalla cedolare secca sugli affitti. Il gettito derivante dalla devoluzione di queste singole entrate garantirà solo una parte dell'entrata necessaria al funzionamento dei Comuni italiani. La vera autonomia finanziaria, da dove troveranno sostegno le entrate dei Comuni, deriverà dalla nuova imposta chiamata Imu (Imposta municipale unica), imposta che raggrupperà le attuali tasse comunali Ici, addizionale Irpef etc, ed entrerà in vigore a partire dal 2014.  Il decreto 292 prevede anche l'imposta municipale secondaria (imposta facoltativa), che sostituirà le imposte già esistenti come Tosap, Cosap, tassa sulla pubblicità, etc (la sostituzione avverrà solamente se l'amministrazione sceglierà di avvalersi della nuova imposta). Anche per l'Imu secondaria l'entrata in vigore è prevista per il 2014.  Nel suo studio il senatore del Pd Stradiotto ha sommato e stimato i gettiti derivanti dalle imposte immobiliari devolute più la cedolare secca sugli affitti (del 20%) per ogni singolo Comune, e il dato ricavato è stato confrontato con i trasferimenti che ogni Comune si è visto assegnati nel 2010. Pero ogni Comune (vedi tabella sopra) è stata calcolata la differenza fra il presunto gettito e l'attuale trasferimento, l'incidenza per abitante dell'attuale trasferimento e il calcolo presunto, sempre per abitante, del gettito dei tributi devoluti.  Lo studio dimostra che i cespiti immobiliari considerati producono un'entrata molto disomogenea da Comune a Comune e di conseguenza sarà assolutamente necessario un fondo perequativo di ridistribuzione. «Questa necessità - afferma Stradiotto - rischia di annaquare il federalismo municipale. Forse va valutato un mix di cespiti di entrata diversi in modo da garantire un gettito più equilibrato».

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