Il presidio
Oliviero Di Stefano emblema di una stagione fallimentare
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PISTOIA. 57 punti in 27 partite, più 4 in media inglese, secondo posto in campionato, la Coppa persa solo in finale. I numeri di Oliviero Di Stefano quando il 18 febbraio fu cacciato parevano da leccarsi i baffi. Ma in realtà erano fallimentari per l'obiettivo della Pistoiese. Se oggi gli arancioni sono in Eccellenza la colpa è di come fu pensata, costruita, gestita, guidata, la squadra dell'anno scorso. Forte ma incapace di uscire dalle sabbie mobili. E Di Stefano (come il successore Bianconi e i vertici societari) nonostante l'impegno massimo ne furono i responsabili.
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