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«Qui il vero agriturismo, altro che piscina» "Le Roncacce" si presenta
Non teme crisi l'attività di Anna e Giuseppe Corsini «Filiera corta? Per noi è una necessità da sempre»
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CUTIGLIANO. Un antico fabbricato rurale sovrastante il paese del Melo di Cutigliano. È qui l'agriturismo Le Roncacce, 110 ettari e 3 spighe nella guida del settore. Prima di raggiungerlo si sente nell'aria un buon odore di cibo che sta cucinando. Una atmosfera tranquilla. E' proprio in cucina che incontriamo Anna Signorini, mentre Giuseppe Corsini, il marito, è a raccogliere patate. Lo incontreremo nei campi. Avete sempre fatto la ristorazione? «No, avevamo già iniziato prima del 2007, quando ci siamo trasferiti nei nuovi locali». Cosa state cucinando? «Abbiamo appena fatto i tortelli della tradizione del "Melo", che condiremo con ragù di carne, di nostra produzione, oppure con funghi porcini. Questi tortelli sono anche nell'elenco dell'agenzia regionale Arsia (Agenzia regionale per lo sviluppo e l'innovazione nel settore agricolo forestale, ndr)». Interessante, e come secondo piatto? «Carne di nostra produzione, cucinata in modi diversi, funghi porcini, formaggi... e molto altro». Prodotti genuini? «Sì, tutti. Pratichiamo una cucina della tradizione toscana e in particolare della tradizione delle nostre montagne. Ciò che è necessario in cucina, e non produciamo direttamente, lo acquistiamo direttamente da produttori agricoli toscani». Dunque potremmo dire "filiera corta", che oggi va tanto di moda? «Abbiamo utilizzato questo principio da sempre». Anche prima della definizione? «Sì, è una necessità. Vedete, prima di tutto la nostra è una attività agricola. Noi viviamo dei prodotti della terra». Ma avete anche l'agriturismo? «E' una forma di integrazione del reddito. L'agriturismo va bene in un posto rurale dove si lavora sul serio la terra. A volte alcuni ci telefonano per chiedere se abbiamo la piscina. Rispondiamo sistematicamente di no e che qui si lavora la terra. Questa richiesta ci pare un controsenso». A proposito qual è il tipo di clientela che avete? «Per la produzione agricola, persone che vengono giornalmente ad acquistare i nostri prodotti freschi, come il latte in bottiglia, la ricotta, il formaggio, lo yogurt. Inoltre forniamo la grande distribuzione. Invece, per l'azienda agrituristica abbiamo la maggioranza della clientela nei periodi estivi, nelle festività e nei fine settimana. Soprattutto toscani, fiorentini, livornesi, pisani». Stranieri? «Pochissimi». Quale target? «Medio alto, mentre i prezzi sono medi». Quale tipo di promozione utilizzate? «Soprattutto è il passaparola. I nostri prodotti sono conosciuti e apprezzati e la gente ci telefona». Partecipate a convegni o borse del turismo? «No, non abbiamo tempo. E...poi pensiamo che la promozione che viene fatta localmente abbia per noi esiti limitati». Visitato il caseificio, che è dotato delle più moderne attrezzature, e dove troviamo un ordine e una pulizia accuratissima. Visitata la stalla, enorme, andiamo nei campi dove insieme a Giuseppe troviamo operai impegnati a raccogliere patate. Belle patate Giuseppe, che qualità sono? «Queste sono le patate bianche del Melo. Ricercatissime, ottime per friggere». Quante sono? «Ne produciamo oltre 300 quintali l'anno. In parte le utilizziamo e in parte le commercializziamo».
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