Il Tirreno

Pistoia

L'assessore: shopping la domenica, ecco la verità

L’assessore comunale Barbara Lucchesi
◗
L’assessore comunale Barbara Lucchesi

«Confesercenti ora frena, ma al tavolo aveva chiesto ben 30 aperture»

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Quando stamani (ieri, ndr) ho aperto il giornale e ho letto le dichiarazioni del direttore di Confesercenti Riccardo Bruzzani sono rimasta allibita». Barbara Lucchesi, assessore al commercio del Comune, non usa mezzi termini per definire la presa di posizione dell'associazione di categoria sulle aperture domenicali dei negozi.  «Stiamo assistendo ad un insolito dibattito su questo calendario. Insolito - dice l'assessore - perché avviene a pochissimi giorni da un accordo firmato all'unanimità. Insolito perché sembra esserci la volontà di tanti distinguo, quando, invece, il tavolo si è concluso con la condivisione dei contenuti e l'approvazione per il buon lavoro svolto da parte di tutti gli attori. E insolita - aggiunge la Lucchesi - appare la posizione di Confesercenti, che sul Tirreno afferma che sia "giusto prevedere circa 20 domeniche di apertura all'anno". Peccato che al tavolo di concertazione abbiano proposto 30 domeniche come ben risulta dal verbale del 19 novembre, la più alta richiesta di aperture dopo quella di Federdistribuzione che ne chiedeva 52».  Ma perché questo cambio di rotta se al tavolo di concertazione Confesercenti aveva lottato per le 30 domeniche? L'assessore si mostra perplessa: «Non so davvero a cosa attribuire simili affermazioni, che mi sembrano quantomeno bizzarre. Forse all'intervista del vescovo. O forse è una corsa a distinguersi a posteriori. Se è un ripensamento sicuramente è tardivo. Mi viene da pensare che o il direttore non era a conoscenza di ciò che il suo rappresentante proponeva al tavolo, o il rappresentante non era a conoscenza della linea politica della sua associazione. O forse, in questa città così logorata dalle eterne divisioni, ci si pente subito di un accordo unanime, increduli noi stessi di aver trovato un punto di sintesi».  Ma un ripensamento, dopo tante posizioni contrarie post firma, è pensabile? «Io penso che questo sia il miglior accordo possibile - dice Lucchesi -. Partendo da una base comune a tutta l'area metropolitana, di 22 domeniche l'anno, noi abbiamo concesso tre ulteriori deroghe per il centro storico, rispettando davvero i molti e diversi interessi in gioco: diamo ai cittadini la possibilità di fare acquisti con più tranquillità fuori dai ritmi ossessivi degli orari di lavoro, ridiamo vita a un centro in cui sia possibile stabilire relazioni sociali, incontrarsi, vivere, non andiamo ad appesantire troppo i dipendenti dei negozi aggiungendo due, tre domeniche l'anno. Anch'io - conclude l'assessore - sono d'accordo con l'intervento del vescovo e ritengo sbagliata la corsa al consumismo sfrenato. In questo senso penso che se una cosa di buono è stata portata dalla crisi è il ritorno alla sobrietà, alla semplicità, ai valori veri. La scelta delle 25 domeniche tuttavia mi sembra la miglior mediazione che in questa situazione potevamo raggiungere». G.C.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Nel Pisano

Rave party non autorizzato a Santa Luce, oltre 2mila persone nel bosco: scatta il piano di sicurezza – Video

di Matteo Scardigli