Il Tirreno

Pistoia

La montagna piange Andrea Seghi, il falegname ucciso da un infortunio a 46 anni. Oggi l’autopsia

«Mio figlio era un artista del legno»

Francesco Albonetti
«Mio figlio era un artista del legno»

Il ricordo dei genitori Franca e Renato. La passione per la moto e la pesca

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 PITEGLIO. Sarà eseguita oggi pomeriggio a Pistoia dal perito Alberto Albertacci, nominato dal sostituto procuratore Emiliano Raganella, l'autopsia sulla salma di Andrea Seghi, l'artigiano falegname di 46 anni morto dopo essere rimasto schiacciato sotto dei pannelli di legna nel tardo pomeriggio di mercoledì, mentre stava svolgendo un lavoro alla falegnameria Castelli di Spignana. L'inchiesta aperta dalla magistratura sull'ennesima morte bianca inizia il suo iter, ma intanto la montagna piange il suo artigiano dalle mani d'oro. Un uomo che col suo lavoro ha costruito mobili e arredato tante case di San Marcello come di Piteglio.  Lo piangono soprattutto a Migliorini, il paesino dalle tipiche casette nota soprattutto perché da molti anni è stata scelta come meta di vacanze dai turisti stranieri. E' in questa frazione di Piteglio che Andrea abitava insieme alla moglie Daniela, coetenea di Andrea e alla figlia Tatiana, venticinquenne. Il falegname di Piteglio ha vissuto la sua infanzia qui coi genitori, in una casetta posta proprio sulla strada principale dalla quale si accede, salendo, al nucleo abitato vero e proprio di Migliorni: la mamma Franca, originaria della provincia di Udine e il babbo Renato. Daniela, invece, provviene dal comune di San Marcello, nella zona dell'Oppio. Una famiglia tranquilla e benvoluta, di grandi lavoratori, alla quale ieri sono arrivati tanti messaggi e telegrammi, ma soprattutto parenti, amici e conoscenti che hanno voluto testimoniare direttamente la loro vicinanza alla famiglia Seghi. In casa di Andrea, anche il cane Toby mugola e si agita in continuazione, avvertendo la strana assenza del padrone e che qualcosa non va per il verso giusto.  «Andrea era bravo nel suo lavoro, un vero artista - lo ricorda la mamma - ed è sempre stato così da quando era ragazzo. Ha iniziato a lavorare col legno a 18 anni insieme al padre, anche lui falegname». «Era nato per fare questo mestiere - annuiisce il padre Renato - davvero un ragazzo d'oro. A San Marcello aveva messo su una ditta di falegnameria insieme a un socio, l'amico Carlo Lotti. Purtroppo quest'ultimo sei anni fa rimase ucciso in un incidente stradale ad Altopascio e così Andrea si è messo a lavorare in proprio, da solo».  E i genitori parlano anche della sua grande passione, quella per la moto. «Ne aveva due, una normale e l'altra da cross - ricorda il babbo - Ed è proprio del motocross che aveva una particolare passione». Poi la pesca, altro hobby che aveva coltivato grazie al padre, tanto da essere iscritto alla società Lenza Martin Pescatore.  Benché non ancora sottoposta ad alcuna misura di sequestro, la falegnameria Castelli ieri è rimasta chiusa. Il giovane titolare Silvio Castelli è sconvolto per quanto accaduto e per il momento preferisce non dire niente. Con la salma di Andrea Seghi che fino al pomeriggio dovrà essere a disposizione del magistrato, ancora non è stato fissato il funerale, che si terrà sicuramente nei prossimi giorni nella chiesa di Piteglio.

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