Il Tirreno

Pistoia

«Sindaco dici no agli aumenti»

Saverio Melegari
A destra Lombardi a fianco D’Angelis presidente di Publiacqua sotto una delle tante perdite
◗
A destra Lombardi a fianco D’Angelis presidente di Publiacqua sotto una delle tante perdite

Appello dei Verdi contro la crescita del 5% delle tariffe dell'acqua

2 MINUTI DI LETTURA





 PISTOIA. «Se il Sindaco si dimostrasse propenso ad accogliere le nostre richieste, saremo ben lieti di dare il nostro "sì" in consiglio comunale sullo specifico argomento». Si parla di acqua e l'apertura, subito susseguente alla richiesta, arriva dal gruppo dei Verdi insieme a Legambiente, oramai da quasi una legislatura intera all'opposizione della giunta Berti.  Il motivo? Domani ci sarà l'assemblea dei soci dell'Ato 3 e Publiacqua sta pensando di aumentare le tariffe del 5% per i prossimi dieci anni sul territorio pistoiese e non solo.  «Chiediamo al sindaco o al delegato presente alla riunione - spiega Lorenzo Lombardi, presidente regionale dei Verdi - di farsi interprete di questa problematica. Oltre a questo, però, vogliamo ribadire anche la nostra contrarietà al balzello dichiarato da Publiacqua che ha previsto un incremento medio del deposito cauzionale pari a 42 euro. Riteniamo che sia un qualcosa di accettabile solo per chi stipula un nuovo contratto mentre chiediamo che a tutti gli altri utenti il deposito cauzionale venga restituito con la prima bolletta utile».  Quello che fa maggiormente rabbia ai Verdi è il continuo aumento delle tariffe da parte del gestore del bene primario per l'uomo che non corrisponde ad un conseguente miglioramento dei servizi e delle infrastrutture.  «Nell'Ato 3 - continua Lombardi - l'acqua per uso domestico costa quattro volte in più rispetto a Milano con un acquedotto che è un colabrodo. Stiamo parlando di un bene pubblico e non di un business ed è per questo che abbiamo raccolto, come movimento "Il Popolo dell'Acqua", un milione e quattrocentomila firme per fermare l'attività legislativa in materia. Il paradosso è che si dovrebbe incentivare chi non spreca l'acqua per l'uso domestico per garantirne un po' di più a chi non ne ha, invece più consumi e meno paghi in bolletta».  Oltre all'aspetto politico, però, c'è n'è uno prettamente ambientale. «Denunciamo sempre - spiega il presidente di Legambiente Pistoia, Antonio Sessa - le perdite del nostro acquedotto sul quale da quindici anni non viene fatto nessun tipo di investimento. Con il nuovo ospedale, inoltre, dovremo fare a meno dei pozzi del campo di Volo ridando vita al bacino di Gello e costruendo le casse d'espansione ai laghi Primavera per un costo di 32 milioni di euro che forse potevano essere risparmiati in larga parte e spesi per migliorare l'attuale acquedotto. Raccogliamo firme, ma la realtà è che oggi l'acqua non è più un bene pubblico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Primo piano
Il caso

Lucca, botte e insulti razzisti al professore scambiato per il compagno della ex

di Pietro Barghigiani