Il Tirreno

Pistoia

Dbs, 42 anni a braccetto con la musica

Marta Quilici
Dbs, 42 anni a braccetto con la musica

Strumenti di amplificazione, è leader un'azienda aglianese

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 AGLIANA. Oltre quarant'anni di storia a braccetto con la musica: dal rock al liscio, dalle discoteche alle sale da ballo, fino alle orchestre e ai concerti di piazza.  La Dbs di Agliana dal 1968 è una delle aziende leader nella realizzazione di strumenti di amplificazione. Casse acustiche, altoparlanti, subwoofer: i loro impianti hanno accompagnato centinaia di musicisti italiani ed europei e hanno scritto una pagina della storia della musica locale dei gruppi rock anni settanta, delle orchestre di musica leggera, delle sale dancing e delle discoteche.  Anche Zucchero ha utilizzato uno dei loro impianti. Anzi, si potrebbe dire che gli amplificatori della Dbs ne hanno accompagnato il debutto. Sul primo album di Fornaciari era addirittura riportato un ringraziamento alla ditta. Adriano De Boit, Paolo Schiavetti (i fondatori) e Federico Pazzelli (un pratese e due quarratini) sono i tre soci della Dbs che dal 1978, da Prato si è trasferita in via Metastasio ad Agliana. «Per quanto riguada Zucchero - racconta Adriano -, quando lo conoscemmo era agli albori della sua carriera. Aveva bisogno di un impianto di amplificazione professionale, ma non se lo poteva permettere. Così gliene prestammo uno per un annetto. Si tratta di tantissimi anni fa. Da lì, poi, fece successo e adesso lo tutti conoscono».  Hanno venduto i loro prodotti in tutta Europa, direttamente ai musicisti e ai locali, ma anche ai negozi. Da 35 anni collaborano con la famosa discoteca Don Carlos di Chiesina Uzzanese e con molte altre sale da ballo tra Prato e Firenze. Anche il cantautore Paolo Frescura e la pop-band famosa negli anni '70 Il Giardino dei Semplici hanno utilizzato un loro amplificatore.  A spopolare alla fine degli anni '70 era un loro impianto capace di ottenere quell'effetto per organo di chorus e tremolo, conosciuto come "Leslie", tanto in voga all'epoca. «La Dbs è nata così - spiega Paolo -: io suonavo in un gruppo; avevamo bisogno di impianti di amplificazione, ma non era facile trovarli. Così me ne costruii uno io. I miei colleghi e amici musicisti, poi, iniziarono a chiedermi se lo costruivo anche a loro e così iniziammo. Prima c'erano gli amplificatori valvolari, poi sono arrivati i transistor e l'evoluzione dell'elettronica, ma noi abbiamo sempre continuato a produrre. Certamente, prima c'era più richiesta, ma anche adesso i nostri prodotti sono richiesti, per chi vuole oggetti su misura, e ci contattano tanti anche per riparazioni e consulenze».  La sede operativa della Dbs ha un fascino quasi magico: assomiglia al laboratorio di uno scienziato in cui il caos è solo apparente, ma in realtà tutto ha un suo ordine preciso e rigoroso: una parete, lunga alcuni metri è occupata completamente da un immenso scaffale dove sono disposte migliaia di scatoline di cartone. In ognuna di esse ci sono centinaia di piccolissimi componenti elettronici, tutti diversi, necessari a comporre i circuiti elettronici.  Alla Dbs, infatti, si realizza tutto, dalla a alla z: con l'aiuto di due operai, Antonio, Paolo e Federico si occupano della progettazione, della falegnameria (per la creazione delle casse) fino alla realizzazione dell'anima elettronica degli impianti. «Il mondo della musica è cambiato - aggiunge Adriano -. Prima c'erano tanti gruppi rock di ragazzi che andavano a suonare nei locali. Ci sono anche adesso, ma non sono pagati e non possono permettersi apparecchiature professionali. Prima, invece, era più diffusa la ricerca del suono, della perfezione. Del resto, adesso, ci sono impianti realizzati industrialmente, magari in Cina, a un prezzo con il quale noi non riusciamo neppure a comprare tutto il materiale utile a realizzarli. E poi la burocrazia, l'amministrazione, è un'ossessione. Si potesse solo lavorare, sarebbe una pacchia!».  

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