Il Tirreno

Pistoia

Operazione Face off. Traffico di stupefacenti, ordinanze di custodia cautelare in carcere all’alba di ieri

Operai di giorno, spacciatori di notte

Il capitano Vincenzo Maresca illustra l’operazione. Sopra uno degli arrestati viene portato in carcere dai carabinieri
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Il capitano Vincenzo Maresca illustra l’operazione. Sopra uno degli arrestati viene portato in carcere dai carabinieri

Arrestati dai carabinieri dieci insospettabili dalla doppia vita

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PISTOIA. Di giorno, operai modello, lavoratori instancabili - regolarmente assunti quasi tutti in vivai della Piana - e padri di famiglia. Di notte, però, mostravano la loro seconda faccia, dedicandosi al traffico o allo spaccio di sostanze stupefacenti.  Uomini dai due volti, quindi, apparentemente insospettabili. Ma non per questo sono riusciti a sfuggire agli investigatori della Compagnia carabinieri di Pistoia.  All'alba di ieri mattina, in sette sono finiti in manette nelle loro abitazioni, mentre ad altri tre, già arrestati in precedenza, l'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale è stata notificata in cella. Alle dieci persone colpite dal provvedimento restrittivo arrivato al termine delle indagini condotte dai militari dell'Arma ne vanno poi sommate altre quattro, arrestate in flagrante nei mesi scorso.

"Face off". L'operazione condotta dal Nucleo operativo e radiomobile e dalla Stazione di Casalguidi è stata denominata "Face off", proprio in riferimento al duplice volto degli indagati. Le 10 ordinanze di custodia cautelare in carcere hanno riguardato 8 cittadini albanesi e un italiano, tutti residenti a Pistoia e nella Piana, e un marocchino residente a Prato. Ieri mattina inoltre i carabinieri hanno eseguito 10 perquisizioni domiciliari (tra cui una a Montecatini) a carico di altri indagati, nel corso delle quali sono stati sequestrati diversi grammi di stupefacenti, bilancini di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi.  Nel corso delle indagini, è stato sequestrato circa un chilo e mezzo di droga tra cocaina ed eroina, e, oltre ai 4 arresti in flagranza, 26 persone sono state denunciate a piede libero.  Alla maggior parte degli indagati interessati è stato contestato il reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti (fatti accertati nelle province di Pistoia e Prato).  

Le indagini.
L'attività investigativa ha avuto origine il 26 luglio 2009 da una querela per minacce e lesioni presentata, alla stazione carabinieri di Casalguidi, da una coppia di ragazzi (un marocchino ed un'italiana), nei confronti di tre individui, di cui due di nazionalità straniera. Il marocchino aveva riferito di essersi rivolto in più occasioni ad alcuni albanesi per acquistare della droga e, in una di queste, gli era stata ceduta una dose di pessima qualità, tale da costringerlo a richiedere l'intervento dei sanitari. Al fine di recuperare il denaro e di chiedere spiegazioni sulla qualità della droga, era andato nuovamente dagli stessi albanesi, che per tutta risposta, lo avevano aggredito.  I primi accertamenti sul contenuto della denuncia avevano confermavano fin da subito l'esistenza di una fitta rete di spaccio che coinvolgeva un gruppo di albanesi, nonché alcuni cittadini italiani e nordafricani.  

Il capo.
In particolare veniva individuato David Zadrima, un operaio vivaista albanese, residente a Casalguidi, che, nonostante la giovane età (classe 1986), secondo gli inquirenti mostrava delle buone "capacità imprenditoriali", mirando ad un vero e proprio "salto di qualità" nel mercato locale delle sostanze stupefacenti. Zadrima, lavoratore esemplare nella vita di tutti i giorni, aveva in pratica una doppia esistenza.  A riprova dell'esistenza della rete di spaccio, due arresti compiuti dai carabinieri nella prima fase delle indagini: i due finiti in manette il 4 e il 20 dicembre 2009 furono sorpresi rispettivamente con 300 e 540 grammi di cocaina.  Il canale sul quale aveva deciso di puntare Zadrima per espandere la propria attività era l'acquisto in una città emiliana (probabilmente Bologna) di una grossa partita di stupefacente (alcuni chili) di qualità nettamente superiore a quella circolante sulla piazza pistoiese. Investimento che, peraltro, gli avrebbe permesso di saldare un precedente debito maturato nei confronti di un suo connazionale sempre per questioni legate all'acquisto di sostanza stupefacente. 

Nel corso delle indagini è emerso che in più occasioni Zadrima aveva acquistato droga da lui. Il rapporto tra i due si era deteriorato dai primi mesi di quest'anno proprio a causa del debito che Zadrima aveva accumulato. Una tensione degenerata va nell'aprile scorso quando, a seguito di un mancato esito positivo di alcune cessioni di droga che Zadrima intendeva effettuare, era saltata una trattativa con il fornitore, che in quella circostanza arrivò a ferire con una coltellata alla coscia sinistra il connazionale.  L'episodio non è mai stato denunciato da Zadrima, che, secondo i carabinieri, meditava di vendicarsi: dalle intercettazioni era emersa la volontà di acquistare a tale scopo una pistola: i militari, in accordo con la procura, erano perciò pronti ad intervenire per impedire il possibile omicidio, anche a ciosto di compromettere l'indagine antidroga.  Tale episodio, tuttavia, non aveva fatto interrompere a Zadrima i propri traffici.  Le investigazioni sono state coordinate dal pubblico ministero Giuseppe Grieco, mentre le misure di custodia cautelare sono state concesse dal gip Alessandro Buzzegoli.

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