Il presidio
GUALTIEROTTI
«Piano urbanistico pieno di errori e vincoli pesanti»
f.a.
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Gualtierotti presidente del Collegio costruttori 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. Ai problemi nazionali, nel caso dell'edilizia, si affiancano quelli pistoiesi. Già da tempo i costruttori, insieme agli ordini professionali di architetti, ingegneri e geometri, hanno discusso e steso una serie di rilievi, poi trasformati in osservazioni al nuovo Piano urbanistico del Comune. Quattro quelle presentate dai Costruttori. E non è solo un problema di territorio pistoiese saturo dove è impossibile realizzare il nuovo. Non funzionano neppure le ristrutturazioni dell'esistente, una delle principali filosofie del Regolamento urbanistico. «Ci sono errori formali abbastanza gravi, diseconomie di scala, non controllo del costruito - è il severo giudizio di Andrea Gualtierotti - Limitazioni e vincoli pesanti penalizzano chi vuole ristrutturare dividendo o ampliando gli immobili. Una delle peggiori regole del nuovo piano è quella di non poter utilizzare in modo diverso gli abbattimenti delle vecchie industrie. Questo perché non è possibile cambiare destinazione: l'uso deve restare industriale. E così si impediscono le operazioni come quelle di realizzazione di loft, non tanto abitativi, quanto per ricavarne uffici direzionali e di progettazione, ambulatori sanitari e altro». Dove si può ancora realizzare il nuovo in provincia? Gualtierotti porta come esempio virtuoso quello di Quarrata. «Lì è stata fatta un'operazione intelligente, perché si impone ai proprietari di terreni edificabili di realizzare solo a certe condizioni di progetti ben fatti, che aiutano anche il pubblico: bioarchitettura, abbattimento delle barriere, presenza di verde e parcheggi. Altrimenti il terreno resta agricolo. Dovremo poi verificare se funzionerà, ma la differenza con Pistoia è lampante: a Pistoia chi ha un terreno edificabile ha un diritto acquisito per sempre, una rendita di posizione che rimane tale».
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