Il presidio
Incendio in falegnameria
Marta Quilici
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I vigili del fuoco allinterno della falegnameria Forse un corto circuito all'origine del rogo nell'azienda Menici
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QUARRATA. Poteva essere una tragedia. Per fortuna un gruppo di cinque operai, rimasti in fabbrica per la pausa pranzo a mangiare un boccone, si è accorto dell'incendio e ha dato l'allarme. Altrimenti i danni alla falegnameria quarratina di Claudio Menici sarebbero stati ben più ingenti. Cinque minuti dopo, una scintilla schizzata un po' più in alto, e le fiamme avrebbero invaso in poco tempo la falegnameria e l'adiacente ditta di gommapiuma. «Abbiamo sentito uno scoppio - raccontano i dipendenti -, un tonfo sordo provenire dalla cabina di raccolta dell'impianto di aspirazione dei trucioli di legno, scarti della lavorazione; poi abbiamo visto un fumo denso salire dalla ciminiera del silos. Abbiamo composto il 115 e abbiamo dato l'allarme». È accaduto poco dopo le 13 di ieri. I vigili del fuoco, con due squadre da Prato e una da Pistoia sono accorsi sul posto e, dopo un oretta e mezzo di lavoro, hanno spento l'incendio. Probababilmente è stato un corto circuito dell'impianto di aspirazione: la cabina piena di segatura si è surriscaldata e in breve ha preso fuoco. Le fiamme hanno invaso il silos e subito dopo il capanno di legno poco distante in cui vi erano conservati tutti i modelli per la realizzazione dei prodotti di falegnameria. Nella disgrazia la fortuna ha voluto che il gruppo di operai rimanesse in azienda anche durante la pausa pranzo. Grazie al loro intervento e a quello tempestivo dei vigili del fuoco, è stato scongiurato il peggio: il rischio, infatti, era che prendesse fuoco anche la vicina azienda di gommapiuma, oltre che la parte restante della falegnameria Menici. Suona come una beffa, inoltre, il fatto che a prendere fuoco sia stato un impianto controllato da pochissimo tempo e un'azienda con strutture praticamente nuove. La falegnameria Menici, infatti, storica azienda che lavora conto terzi da due generazioni e dà lavoro a otto dipendenti, si era appena trasferita dalla vecchia sede di via Bologna in quella attuale in via Gramsci. «Ci siamo trasferiti i primi di settembre - spiega la moglie del titolare Claudio Menici, Antonella Gallorini -; avevamo fatto controllare gli impianti e sistemato tutto per ripartire al meglio. Mio marito è entrato a capo dell'azienda nel 1988, alla morte di suo padre, fondatore della falegnameria. In questi anni l'ha fatta crescere. Puntiamo sulla qualità, produciamo per clienti di alto livello, anche fuori zona, sia in stile classico che moderno. Questo incendio non ci voleva. Con il momento economico generale, questa è proprio una batosta. Per fortuna se ne sono accorti in tempo».
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