Il Tirreno

Pistoia

A cavallo per 260 chilometri da Sambuca al Montalbano

Paolo Gestri
A cavallo per 260 chilometri da Sambuca al Montalbano

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SAMBUCA. Il sindaco Marcello Melani ha presentato ieri a Sambuca il progetto "Ippovia San Jacopo". Si tratta di realizzare un percorso turistico a cavallo, ad anello, attraveso il Montalbano e l'Appennino. Oltre alla provincia di Pistoia, interessate quelle di Prato e Bologna.

Partendo da Vinci, si toccherebbero infatti le località di Carmignano, Comeana, Artimino, Poggio a Caiano, Montemurlo, Tobbiana, Badia a Taona, Monachino, Torri (nella foto), Treppio, Sambuca Pistoiese, Frassignoni, Lagacci, Posola, Molino del Pallone e Tre Croci, in Emilia, Pratorsi, Limestre, Le Piastre, Pupigliana, Momigno, Serravalle, San Baronto e Vinci di nuovo.  Questo percorso principale si dovrebbero aggiungere delle diramazioni che porterebbero ad altri luoghi di interesse storico, o naturalistico o di altra natura, anche scientifica, essendo prevista, ad esempio, una tappa anche all'osservatorio astronomico di Pratorsi. Oppure, altra diramazione, arrivati a Posola, si potrebbe tornare verso Pistoia, passando da Lagacci, Frassignoni, Pracchia, San Mommè. Sempre e comunque su strade sterrate e di uso pubblico. Come si vede, il tracciato principale interessa luoghi storici e culturali che si trovavano su importanti vie di comunicazione dell'Alto e Basso Medioevo, prima fra tutte la via Francesca della Sambuca. Aggiungendo le diramazioni, si verrebbe a ricostruire tutto o quasi il reticolo di vie e sentieri che collegavano la Toscana centrorientale alla Lombardia, attraverso i grandi passi appenninici. L'ippovia è intitolata a San Jacopo, a ricordo dei pellegrini che giungevano a Pistoia per rendere omaggio alla reliquia del santo, portata dal vescovo Atto dalla Galizia.  Tutto il percorso è di circa 260 chilometri, da percorrere in dodici tappe, con differenti lunghezze e difficoltà. A queto proposito, nel comune i Sambuca, sono praticamente pronte quattro "stazioni di posta", tipo quelle di storica memoria: a Torri, Posola e due a Pian del Cerro. In agenda, come accennato, anche la riscoperta di siti storici dimenticati, ma un tempo testimoni di grandi avvenimenti, quale la Badia a Taona, borghi incantati e panorami mozzafiato. Insomma, un gran bel viaggio, da completare con la tipica cucina toscana, quella tradizionale da riscoprire anch'essa come cultura e gusto da non perdere. 

«Sambuca tiene molto a questa realizazione - sottolinea il sindaco Melani -, essendo il comune così costellato di borghi pieni di storia e tradizioni da raccontare. La Regione Toscana dovrebbe predisporre un regolamento per armonizzare i vari regolamenti urbanistici. Dovrebbe poi delineare le linee guida per la costruzione dei punti sosta, regolamentare i tracciati e, soprattutto, aiutarci trovare i fondi per realizzare le infrastrutture utili a questa opportunità turistica».

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