Il Tirreno

Pistoia

Camera di commercio ancora senza pace: agitata riunione al Cespevi

Il consiglio litiga sulle commissioni Scontro tra Cna e Assindustria

Fabio Calamati
Una riunione del consiglio camerale A destra il presidente Stefano Morandi
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Una riunione del consiglio camerale A destra il presidente Stefano Morandi

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 PISTOIA. Continuano ad essere tesissimi i rapporti tra le associazioni economiche provinciali all'interno della Camera di commercio dopo gli scontri che hanno caratterizzato l'elezione di Stefano Morandi a presidente dell'ente camerale, l'estate scorsa.  Sono sempre conflittuali, in particolare, i rapporti tra la Cna - la grande esclusa dall'accordo che ha portato Morandi (Confcommercio) alla presidenza - e il trio Confcommercio-Assindustria-Confartigianato. Se ne è avuta la riprova ieri, durante la seduta del consiglio camerale che aveva in programma l'approvazione della relazione previsionale e programmatica 2011 e il varo delle commissioni consultive, seduta tenuta ancora nella sede del Cespevi, visto che il palazzo di viale Fedi è in ristrutturazione.  Proprio su queste ultime è scoppiata la polemica. Si tratta di organismi introdotti con la presidenza Morandi, allo scopo di rendere più collegiale la gestione della Camera di commercio. Composte ognuna da 5 consiglieri (ma è prevista la partecipazione di ospiti, sia consiglieri dell'ente sia esperti esterni), sono sette in tutto e si occuperanno di questioni chiave dell'economia provinciale. Nello specifico: Credito, Infrastrutture e area metropolitana, Pistoia verde, Qualità dei servizi, Turismo, Vivaismo, Manifattura.  Alla precedente riunione del consiglio era stato modificato lo statuto camerale per consentirne la creazione. Nei giorni successivi la giunta guidata da Stefano Morandi ha definito i temi e individuato una proposta di composizione sulla base di offerte di disponibilità raccolte informalmente tra i consiglieri.  Quando Morandi ha proposto gli oggetti di cui le commissioni si sarebbero dovute occupare, il direttore della Cna Sergio Giusti ha fatto rilevare la mancanza di una commissione dedicata alle aziende manifatturiere, settore che nonostante la crisi rimane determinante nell'economia provinciale.  Più in generale, Giusti è stato critico verso il metodo usato dalla giunta: avrebbe dovuto spettare al consiglio - a suo parere - decidere quante commissioni fare e di che cosa si sarebbero dovute occupare. Invece la giunta Morandi, come detto, aveva autonomamente preparato anche una proposta di composizione da sottoporre al consiglio.  L'osservazione ha visibilmente infastidito il vicepresidente camerale Giuseppe Oriana, presidente degli industriali. «Le commissioni le avevamo già decise la volta scorsa - ha sbottato - oggi la giunta è in grado di proporne la composizione. Ma si può rimandare, così perdiamo un mesetto».  Il confronto è andato avanti a botta e risposta ma alla fine si è trovata la soluzione e la proposta della Cna è stata accolta: le commissioni saranno sette.  A quel punto Giusti ha nuovamente preso la parola per chiedere di entrare a far parte della commissione credito. Alle obiezioni della presidenza (le commissioni erano previste di 5 membri e la proposta con i nomi è già pronta) è scoppiata nuovamente la polemica. Non solo con Oriana, questa volta. Hanno attaccato Giusti e le posizioni della Cna anche il direttore Confartigianato Patrizio Zini, che ha accusato i rappresentanti Cna di opposizioni capziose («Hai fatto apposta a non candidarti prima, potevi telefonare») e il direttore di Assindustria Carlo Stilli («da due riunioni sollevate questioni pretestuose»).  Grazie anche alla mediazione del rappresentante del sindacato Daniele Gioffredi, alla fine il consiglio ha votato (all'unanimità) le composizioni delle sei commissioni originarie, tutte di 5 membri tranne quella per il credito che ne avrà 6. La settima commissione, quella sul manifatturiero, sarà costituita al prossimo consiglio camerale.  Insomma, alla fine l'ordine del giorno è stato rispettato e le deliberazioni sono state prese a larga maggioranza o all'unanimità, ma la ruggine tra Cna da una parte, Assindustria Confcommercio e Confartigianato dall'altra, è tutt'altro che svanita con l'estate.  Non si tratta solo di questioni formali. Non a caso, ad esempio, la Cna ha chiesto di entrare proprio nella commissione credito, che dovrà gestire 500.000 euro di sostegno alle aziende. L'idea della giunta è quella di utilizzare i Consorzi Fidi, ma quale? (o quali?) La questione è delicata e potrebbe scatenare dei conflitti di interesse, visto che Confcommercio ha un Consorzio provinciale e Cna uno regionale che si occupano della materia.  Archiviata comunque la tempestosa seduta di ieri, il consiglio camerale tornerà a riunirsi entro la fine di novembre per presentare la proposta di bilancio preventivo 2011.

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