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Repower, il lavoro arriverà tra 4 anni per trenta operai
Marta Quilici
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PISTOIA. La nuova centrale elettrica a metano Repower sarà pronta non prima della fine del 2014, inizi 2015. Nascerà dalle ceneri della ex Radicifil, ma potrà riassorbire al massimo dai 25 ai 30 operai. Il progetto è stato presentato lunedì sera alla casa del popolo di Bottegone alla presenza di molti ex operai Radicifil. Il 28 luglio l'azienda ha firmato con Provincia, Regione, Comune, sindacati e Assindustria un protocollo d'intesa al quale seguirà a gennaio la presentazione del progetto preliminare della centrale. La Regione dovrà poi esaminarlo e dare la valutazione di impatto ambientale. Nel 2013 potrebbe iniziare la costruzione dell'impianto che durerà almeno 18 mesi. Progetto.
«La Toscana - spiega la project manager Francesca Casagrande - produce il 25% in meno di quanto consuma e presenta alcune criticità dovute allo sviluppo di energie rinnovabili che hanno un andamento discontinuo. Per questo la centrale di Pistoia avrà una potenza (120mw) importante, ma non alta, capace di immettersi in rete nei momenti di deficit». Il progetto, seguito dall'architetto Italo Rota, include anche la realizzazione di aree a verde e di progetti di arte contemporanea: «Tra un paio di mesi - ha spiegato l'architetto - potremo essere più chiari: nei nostri impianti, comunque, abbiamo sempre cercato di ridurre al minimo l'impatto ambientale e curato molto l'estetica in relazione all'ambiente: qui oltre alla protezione del paesaggio, penseremo anche all'aspetto umano, visto che prendiamo il posto di uno stabilimento in cui lavoravano molti lavoratori». Occupazione. «Nella nostra centrale di Caserta - continua la Casagrande - lavorano tutti dipendenti del luogo per un totale di 30 persone. La cifra sarà pressoché la stessa anche a Pistoia. La nostra presenza, comunque, potrebbe creare un grosso indotto. Produrremo inoltre occupazione anche nella fase del cantiere in cui avremo bisogno, stando alla nostra esperienza di realizzazione di altre centrali, di circa 150 persone in media, con picchi anche di 300». Il cantiere partirà intorno al 2013 e l'azienda sarà operativa probabilmente nel 2015. Alcuni ex operai Radicifil, però, lunedì sera hanno fatto notare che per loro, l'attuale periodo di cassa integrazione scadrà a fine 2011, dopodiché inizierà la mobilità. Agli operai ha risposto l'assessore regionale Gianfranco Simoncini.
«La fase dell'autorizzazione del progetto da parte della Regione sarà presumibilmente tutta coperta dall'attuale ammortizzatore sociale - ha spiegato -. La cassa integrazione, poi, potrà essere rinnovata con quella in deroga. Quando ci sarà l'autorizzazione, infine, partirà il periodo di formazione e a quel punto la cassa integrazione potrà essere chiesta dall'azienda per inizio attività». Impatto ambientale. «Dall'autostrada A11, che passa davanti allo stabilimento, - spiega la Casagrande - passano 2500 auto all'ora. L'accensione della centrale comporterebbe un impatto equivalente al passaggio di 18 veicoli in più all'ora. Inoltre consumerà la metà dell'acqua utilizzata dalla vecchia Radicifil, compresa l'irrigazione del giardino intorno. Gli studi sulla centrale di Caserta hanno mostrato un esiguo incremento medio annuo di 0.01 gradi centigradi nella zona immediatamente intorno all'impianto». Repower. Il gruppo nasce 100 anni fa nel Cantone dei Grigioni in Svizzera. Nel 2009 ha chiuso con un fatturato di 1297 milioni di euro, di cui 763 in Italia. Conta 620 dipendenti, di cui 169 italiani. Oltre alle centrali idroelettriche in Svizzera, dal 2002 è presente in Italia con due parchi eolici in Sicilia e in Basilicata e una centrale elettrica a Caserta. È presente anche in Germania e in Romania e ha una partecipazione in impianti nucleari in Francia e in Svizzera. È per il 46% pubblica, per il 46% a capitale privato e per l'8% quotata alla borsa di Zurigo.
«La Toscana - spiega la project manager Francesca Casagrande - produce il 25% in meno di quanto consuma e presenta alcune criticità dovute allo sviluppo di energie rinnovabili che hanno un andamento discontinuo. Per questo la centrale di Pistoia avrà una potenza (120mw) importante, ma non alta, capace di immettersi in rete nei momenti di deficit». Il progetto, seguito dall'architetto Italo Rota, include anche la realizzazione di aree a verde e di progetti di arte contemporanea: «Tra un paio di mesi - ha spiegato l'architetto - potremo essere più chiari: nei nostri impianti, comunque, abbiamo sempre cercato di ridurre al minimo l'impatto ambientale e curato molto l'estetica in relazione all'ambiente: qui oltre alla protezione del paesaggio, penseremo anche all'aspetto umano, visto che prendiamo il posto di uno stabilimento in cui lavoravano molti lavoratori». Occupazione. «Nella nostra centrale di Caserta - continua la Casagrande - lavorano tutti dipendenti del luogo per un totale di 30 persone. La cifra sarà pressoché la stessa anche a Pistoia. La nostra presenza, comunque, potrebbe creare un grosso indotto. Produrremo inoltre occupazione anche nella fase del cantiere in cui avremo bisogno, stando alla nostra esperienza di realizzazione di altre centrali, di circa 150 persone in media, con picchi anche di 300». Il cantiere partirà intorno al 2013 e l'azienda sarà operativa probabilmente nel 2015. Alcuni ex operai Radicifil, però, lunedì sera hanno fatto notare che per loro, l'attuale periodo di cassa integrazione scadrà a fine 2011, dopodiché inizierà la mobilità. Agli operai ha risposto l'assessore regionale Gianfranco Simoncini.
«La fase dell'autorizzazione del progetto da parte della Regione sarà presumibilmente tutta coperta dall'attuale ammortizzatore sociale - ha spiegato -. La cassa integrazione, poi, potrà essere rinnovata con quella in deroga. Quando ci sarà l'autorizzazione, infine, partirà il periodo di formazione e a quel punto la cassa integrazione potrà essere chiesta dall'azienda per inizio attività». Impatto ambientale. «Dall'autostrada A11, che passa davanti allo stabilimento, - spiega la Casagrande - passano 2500 auto all'ora. L'accensione della centrale comporterebbe un impatto equivalente al passaggio di 18 veicoli in più all'ora. Inoltre consumerà la metà dell'acqua utilizzata dalla vecchia Radicifil, compresa l'irrigazione del giardino intorno. Gli studi sulla centrale di Caserta hanno mostrato un esiguo incremento medio annuo di 0.01 gradi centigradi nella zona immediatamente intorno all'impianto». Repower. Il gruppo nasce 100 anni fa nel Cantone dei Grigioni in Svizzera. Nel 2009 ha chiuso con un fatturato di 1297 milioni di euro, di cui 763 in Italia. Conta 620 dipendenti, di cui 169 italiani. Oltre alle centrali idroelettriche in Svizzera, dal 2002 è presente in Italia con due parchi eolici in Sicilia e in Basilicata e una centrale elettrica a Caserta. È presente anche in Germania e in Romania e ha una partecipazione in impianti nucleari in Francia e in Svizzera. È per il 46% pubblica, per il 46% a capitale privato e per l'8% quotata alla borsa di Zurigo.
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