Il presidio
«Vengono persone che fino a ieri erano come te»
Elisa Pacini
La testimonianza di Francesca Meoni, operatrice responsabile del Centro ascolto di Agliana
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AGLIANA. Anche per chi cerca di rispondere alle richieste d'aiuto, il 2009 è stato un anno difficile. Non solo perché davanti alle porte dei centri d'ascolto l'aumento delle persone è stato altissimo. «Al di là dei dati- dice Francesca Meoni, responsabile del Centro d'Ascolto "Don Tonino Bello" di Agliana - colpisce vedere facce che non ti saresti mai aspettato, che fino a ieri erano come te e ora te le trovi di fronte al tavolo del centro d'ascolto. Persone che fino al giorno prima lavoravano, poi magari insieme al coniuge hanno perso il posto e ora chiedono aiuto. Una situazione che provoca un senso generale di diffusa disperazione. Disperazione per non sapere più come fare a mantenere una casa comprata col mutuo o in affitto, un certo tenore di vita». Il dato più tragico è che parlando con chi vive dall'interno i centri d'ascolto Caritas, si capisce che la situazione di Pistoia emersa dal dossier regionale sulla povertà in Toscana nel 2009 è tutt'ora la forte attualità. Francesca Meoni parla senza mezzi termini di "nuova povertà" generata dalla disoccupazione. E' il lavoro che non c'è, l'incubo dello sfratto, la causa che spinge (non senza difficoltà) tante persone verso i centri. E questo nuovo scenario provoca un cambiamento dell'ascolto stesso. «Per molti arrivare a chiedere aiuto ai nostri centri è già difficile - continua Francesca - quindi siamo noi a doverli indirizzare verso le altre risposte di aiuto in essere come il Fondo diocesano Famiglia-Lavoro o il microcredito, ma rimangono misure che rispondono in una misura d'emergenza. Crescono i richiedenti del banco alimentare e chi cerca un aiuto nel pagamento di bollette».
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