Il presidio
Cia e boscaioli lanciano lallarme dopo il varo delle norme sullincidenza ambientale
«Selvicultura pistoiese a rischio paralisi»
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Sandro Orlandini 2 MINUTI DI LETTURA
PISTOIA. La Cia ed i boscaioli pistoiesi lanciano l'allarme sulla burocrazia ambientale: sotto accusa le norme sulla valutazione di incidenza Selvicoltura pistoiese a rischio paralisi, intervenga la Regione. «Se la Regione Toscana non interverrà rapidamente, nelle aree protette della provincia di Pistoia le normali attività di taglio del bosco rischieranno di fermarsi per un anno in base alle norme nazionali sulla valutazione di incidenza ambientale che attendono, per le attività agro-forestali, il recepimento della Regione stessa. I boscaioli pistoiesi sono esasperati dai continui ostacoli alla loro attività da parte della burocrazia ambientale». A lanciare l'allarme è Sandro Orlandini, presidente della Cia di Pistoia. «Il problema è che la Provincia di Pistoia ha deciso, applicando alla lettera la normativa nazionale, di negare le autorizzazioni al taglio subordinandole all'esito della procedura di valutazione di incidenza ambientale - prosegue Orlandini - per cui le imprese forestali rischiano di non poter tagliare fino al prossimo autunno, saltando un'intera stagione silvana. Abbiamo chiesto alla Provincia di rivedere questa decisione, a nostro avviso eccessiva e sbagliata. Nel contempo abbiamo scritto alla Regione Toscana, rivolgendoci agli assessori all'agricoltura e all'ambiente, per sottolineare la gravità della situazione, facendo loro appello affinché intervengano per risolvere immediatamente il problema». «Non è pensabile - aggiunge Nadia Bartoli, presidente della associazione boscaioli pistoiese - che si impongano costi aggiuntivi rilevanti e tempi biblici di autorizzazione per lo svolgimento di un'attività che è da tutti riconosciuta come essenziale per la tutela dell'ambiente. Questo non solo è il modo migliore per determinare l'abbandono della montagna, ma anche per far chiudere le imprese boschive senza che nessuno riconosca loro nemmeno la cassa integrazione. Ci chiediamo se questa 'valutazione di incidenza' semplice e di buon senso sia stata fatta dalla Regione Toscana e dai troppi teorici di un astratto ambientalismo che non ha nulla a che fare con la tutela vera del territorio».
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