Il Tirreno

Pistoia

Allarme per i tagli ai fondi regionali

Tiziana Gori
L’assessore provinciale al bilancio Lidia Martini
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L’assessore provinciale al bilancio Lidia Martini

Provincia preoccupata dalla manovra del governo

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 PISTOIA. «Questi 7 miliardi di euro tagliati a Comuni, Province e Regioni con la manovra finanziaria estiva saranno una tantum o verranno riproposti quando si andrà a stabilire il livello del federalismo fiscale?». Un articolo del Sole 24 Ore di alcuni giorni fa crea più di un motivo di apprensione negli uffici della Provincia e dell'assessore al bilancio, Lidia Martini.  «La relazione tecnica - afferma l'assessore Martini - che accompagna il decreto attuativo sul federalismo provinciale e regionale conferma le nostre preoccupazioni. I 7 miliardi di risorse tagliate potrebbero essere messi a regime una volta "definiti i paletti" del federalismo fiscale».  La domanda non è di poco conto perché se i trasferimenti dello Stato incidono per lo zero virgola qualcosa sul bilancio della Provincia, quelli della Regione incidono per oltre il 40%. E i tagli governativi minacciano quindi soprattutto questa fonte di entrata.  Interessa fino ad un certo punto quindi, all'assessore Martini, il gioco di tagli derivanti da mancati trasferimenti statali ipotizzato dal Sole 24 Ore. Per Pistoia sarebbero previsti, nel 2011, 210mila euro in meno di mancati trasferimenti dallo Stato. Niente per quelli strutturali, ma il perché è presto detto: «Dal 2003 - spiega la dirigente dell'ufficio entrate tributarie Letizia Baldi - è stato deciso l'azzeramento di fondi strutturali sulla base di un gettito delle entrate storicizzato. In pratica, Pistoia, come altre Province, si autofinanzia con entrate proprie. Tra queste, l'imposta sulle assicurazioni per la responsabilità civile auto e l'imposta provinciale di trascrizione al Pra superano da sole il 72% delle entrate tributarie. Poi ci sono l'addizionale Enel e il tributo ambiente».  Tutte queste voci sono in calo di oltre 2 milioni di euro nel 2010 per l'involuzione del mercato dell'auto e la diminuzione del consumo dell'energia elettrica da parte delle aziende, che lavorano meno.  «Tutto questo - spiega Martini - mentre, per una sorta di federalismo fiscale alla rovescia, anche quest'anno siamo stati costretti a restituire 800mila euro di trasferimenti statali per il conguaglio tra le maggiori entrate dell'Ipt (l'imposta di trascrizione al Pra) e dell'Rc auto rispetto ai trasferimenti degli anni scorsi». Una beffa, considerando appunto che queste entrate tributarie sono nettamente calate per la Provincia.  E alla beffa del federalismo fiscale alla rovescia si somma la paura che quei 7 miliardi tagliati in estate non vengano mai restituiti. In questo quadro, la preoccupazione minore sono proprio i 210mila euro in meno di trasferimenti statali paventati dall'inchiesta del maggiore quotidiano economico italiano.  «Nel 2010 - informa Lidia Martini - abbiamo ricevuto dallo stato circa 700mila euro di trasferimenti». Perderne 210mila il prossimo anno non farebbe piacere, ma a seconda di come saranno definiti i paletti del federalismo fiscale, i trasferimenti regionali, quest'anno superiori ai 20 milioni di euro, potrebbero diminuire di qualche milione di euro.

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