Il presidio
«Ecco i veri motivi del dissenso»
Innocenti e Scarpetti contestano i sostenitori di Niccolai-Bruni
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PISTOIA. Mentre proseguono sul territorio i congressi nei circoli del Pd, resta viva la polemica sulla formazione delle candidature. Dopo i ripetuti interventi dei sostenitori dei candidati Niccolai e Bruni, è la volta di "Noi Democratici" a scendere in campo per voci di Renzo Innocenti e Lido Scarpetti, sostenitori del ticket Laing-Durante. «Una, due, tre dichiarazioni pubbliche, in rapida successione. Quasi una "campagna", come ai vecchi tempi. Dichiarazioni rilasciate da altrettanti dirigenti locali del PD nonché autorevoli rappresentanti istituzionali. Dichiarazioni che riferiscono della loro incredulità e del loro sgomento di fronte alle "divisioni incomprensibili" verificatesi nel percorso congressuale». Comincia così l'intervento dei due esponenti del Pd, che finora, rispetto alle polemiche, avevano sempre tenuto un profilo molto basso. Se le cose stessero nel modo in cui sono state rappresentate in questi interventi, osservano, «in effetti, potremmo convenire sul giudizio di incomprensibilità della situazione che si è venuta a creare. Ma non è così che stanno le cose. Non si comprende o non si vuole comprendere che i motivi del dissenso non sono quelli indicati». La preoccupazione espressa circa la piega autoreferenziale che sta prendendo il dibattito congressuale («Ma allora perché continuare con veemenza ad alimentarla?), è condivisa da Innocenti e Scarpetti, a tal punto che - sostengono - sarebbe meglio parlare di proposte concrete per cercare di risolvere i tanti problemi che stanno di fronte ai lavoratori, alle famiglie, ai cittadini tutti. «Siamo tanto convinti della bontà di questa impostazione - dicono - che diverse settimane fa, prima di parlare di "nomi" abbiamo proposto un documento programmatico con l'individuazione di alcune linee di azione per rafforzare la nostra presenza sul territorio. La priorità dei contenuti, delle competenze e del merito non può essere sbandierata solo quando torna comodo. Così come siamo ben lieti di riscontrare, oggi, pronunciamenti a favore di una logica partecipativa che non escluda alcuna sensibilità presente nel partito. Noi, a differenza di coloro che in questi ultimi giorni dichiarano il contrario, non abbiamo mai posto alcun veto nei confronti di alcuno. Anzi, al contrario, abbiamo insistito fino all'ultimo affinché in presenza, come ci veniva riferito, di accordo sul programma e sul candidato si presentasse una lista unitaria. Perché di fronte a questa richiesta è stato risposto che l'unica possibilità era quella di liste separate, "accordi tecnici di apparentamento" e pastrocchi simili?» Perché, chiedono, la lista unitaria a sostegno di Niccolai è stata possibile solo ora e non prima? Se questa volontà si fosse manifestata non sarebbe successo tutto ciò. E' stato un malinteso? «No - affermano -, è il risultato dell'eccesso di tatticismo. Purtroppo, ha prevalso ancora una volta la voglia di "contarsi", di determinare i rispettivi confini nella prospettiva di chissà quali altri appuntamenti. Tutto questo è il frutto di una inaccettabile logica di contrapposizione correntizia che ha prodotto divisioni, gruppi e fazioni, svuotando di ruolo gli organismi dirigenti e condizionando l'azione del partito fino ad arrivare al commissariamento». La candidatura di Simona Laing e di molte altre a livello comunale, compresa quella di Valentino Durante (la cui candidatura è in campo da diverso tempo), assicurano Innocenti e Scarpetti, hanno questa caratterizzazione. «Non una volatile e precaria "unitarietà", bensì l'inizio di un percorso che punta a smantellare questa concezione - assicurano i due esponenti -. Altrimenti il partito rischia di trasformarsi in un insieme di comitati elettorali. Questo è il vero nodo del dissenso e del confronto in atto. Noi siamo fiduciosi che ciò sarà compreso e prima o poi si affermerà».
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