Il Tirreno

Pistoia

No secco anche da parte di Rifondazione comunista, contraria all’ampliamento dell’inceneritore

Per il piano dei rifiuti bocciatura su tutti i fronti

Carlo Papi consigliere comunale del Prc
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Carlo Papi consigliere comunale del Prc

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 AGLIANA. Rifondazione comunista - Federazione della sinistra di Agliana critica il piano interprovinciale dei rifiuti.  In primo luogo si osserva una carenza di dati recenti sulla produzione, raccolta e riciclaggio dei rifiuti con dati risalenti al 2007, mentre è ritenuto opportuno disporre di dati recenti per una più puntuale analisi sia in termini retrospettivi che di prospettiva sull'andamento del ciclo complessivo dei rifiuti.  «Il piano - spiega il consigliere comunale aglianese del Prc, Carlo Papi - non prevede un'applicazione concreta del noto ciclo: riduzione, riciclaggio, riuso e recupero dei rifiuti, mentre sarebbe stato auspicabile una messa a punto delle azioni e delle metodiche per un'adeguata realizzazione di questi passaggi. In particolare, nell'ottica del riutilizzo e recupero dei rifiuti, che possono trasformarsi in materiali e materie prime importanti».  Papi prosegue rilevando una scarsa incentivazione «della fase della riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte che, invece, dovrebbe essere uno degli obiettivi principali del piano e si prevede, invece, un aumento dei rifiuti del 10% nel 2014. Tale previsione è palesemente contraddittoria in quanto l'aumento della produzione è correlata ad un aumento della popolazione e a una ripresa delle attività produttive. Ripresa che, se si concretizzerà, inciderà in termini contenuti, e comunque, non tali da far prevedere aumenti della produzione sia dei rifiuti solidi urbani che di quelli derivanti da produzioni industriali o artigianali».  Secondo l'esponente del Prc nel Piano si sostiene l'aumento della raccolta differenziata senza indicare tempi e modalità precisi per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. «Ragionevolmente non si può pensare ad un consistente aumento della raccolta differenziata di qualità se non si prevedono, nel territorio dell'Ato Toscana Centro, idonei impianti di riciclaggio in grado di assorbire il differenziato per trasformarlo in materiale da reimpiegare utilmente».  Riguardo al potenziamento degli impianti di incenerimento esistenti viene espressa contrarietà al potenziamento di quello di Montale e tutto ciò «a prescindere dagli esiti delle indagini e dagli studi avviati da Asl ed Arpat sul territorio ove è ubicato tale impianto che, comunque, si trova in un'area già fortemente esposta ad agenti inquinanti, con una popolazione non più disponibile ad accettare un ulteriore ampliamento». M. B.

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