Il Tirreno

Pistoia

Si allontana il treno della ripresa

Tiziana Gori
Si allontana il treno della ripresa

Calati del 18% gli avviamenti al lavoro, siamo tra i peggiori in regione

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 PISTOIA. «Se qualcuno si fosse illuso che i peggiori effetti della crisi economica e finanziaria si fossero già registrati nel 2009, dovrà purtroppo ricredersi».  Nella sede della Cgil di via Puccini ieri mattina si è svolta la consueta presentazione dei dati statistici sul lavoro in provincia nel 2010: un punto della situazione sulla base dei dati forniti da Inps, Regione, Istat e Camera di Commercio. Presenti alla conferenza, oltre alla segretaria provinciale Gessica Beneforti, gli esponenti della segreteria Daniele Gioffredi e Fabio Capponi, e Valter Bartolini, responsabile del dipartimento Cgil del mercato del lavoro.  L'utilizzo degli ammortizzatori si è modificato in positivo per quanto riguarda gli strumenti adottati - meno mobilità e maggior ricorso alla cassa integrazione straordinaria e in deroga o ai contratti di solidarietà - ma il quadro che ne emerge continua ad essere estremamente grave.  Ammortizzatori sociali. Se sono in calo le ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria (-10,8%) rispetto ai primi nove mesi del 2009, c'è un vero e proprio boom della cassa integrazione straordinaria, compresa la cig in deroga: +329,6%, con l'industria che registra un +230,4%, l'edilizia un +27,3% e il commercio addirittura un +539%. Oltre 2 milioni e mezzo le ore richieste di cassa integrazione in deroga,, a fronte delle 367.000 dei primi nove mesi del 2009 (+700%).  Totale percettori ammortizzatori sociali. Al 31 agosto 2010 erano 12.391 i lavori che usufruivano di ammortizzatori sociali, di cui 7.930 interessati da disoccupazione ordinaria, 1.326 da indennità di mobilità, 614 da cigs a regime, 413 da cigo, 2108 da cigs in deroga.  Andamento della produzione industriale e artigiana. In controtendenza con il dato nazionale, che vede un incremento del fatturato e degli ordinativi rispetto al 2009, Pistoia registra, nell'insieme del manifatturiero, un ulteriore aggravamento, con dati particolarmente pesanti nei settori moda e legno arredamento. Tutto ciò si riflette sul reddito delle imprese - Pistoia è all'ultimo posto in regione con 25mila euro contro i 32mila della media toscana - ma anche e pesantemente sul mercato del lavoro. «Siamo l'unica provincia - spiega Valter Bartolini - insieme a Siena, ad avere una perdita degli avviamenti al lavoro. I nostri indicatori sono tutti nettamente peggiori. Quali le ragioni? Siamo un'area a vocazione storicamente manifatturiera, è indubbio. Soprattutto però dobbiamo fare i conti con la debolezza del nostro sistema d'impresa, e con una percentuale altissima di microimprese artigiane. Mentre la produzione industriale a livello nazionale è aumentata del 6%, a Pistoia è calata del 2,4%. Per gli artigiani è diminuita dell'11%, dato tra i più negativi in regione. Finché restiamo con una forte concentrazione di microimprese non ci agganceremo mai al treno della ripresa».  Avviamenti al lavoro. Passati dai 10.411 del secondo trimestre 2008 agli 8.527 del secondo trimestre 2010. Un meno 18,1% che vede penalizzati soprattutto giovani e donne. Mentre infatti sono leggermente aumentati gli ingressi nel lavoro di uomini (+3,8% nel primo semestre 2010 rispetto all'analogo periodo dell'anno precedente), scendono drasticamente quelli femminili (-5,3%).  Sfratti. Pistoia è tra le prime cinque città italiane nel rapporto tra sfratti per morosità e abitazioni in affitto. Una crescita vertiginosa, "grazie" ai 400 casi registrati dal Sunia, il sindacato degli inquilini, nel 2009. Frutto di morosità incolpevole, cioé di inquilini che non riescono più a pagare l'affitto a causa della perdita del lavoro e delle cambiate condizioni economiche.  Proposte Cgil. Ricordando la risoluzione di vertenze importanti - Answers tra tutte - e le migliori prospettive per AnsaldoBreda, Beneforti evidenzia come siano ancora troppe le crisi che non hanno prospettive di sbocco. «In alcuni casi stanno per finire gli ammortizzatori attivati (oltre 160 i lavoratori cui scadrà la cigs entro l'anno), mentre per 260 lavoratori si è dovuti ricorrere a quella in deroga. E molti di più sono quelli che possono usufruire solo della cassa ordinaria e al termine si ritroveranno senza reddito. Per questo abbiamo avanzato una proposta di riforma complessiva degli ammortizzatori sociali, che consentirebbe l'allargamento del numero dei contribuenti al sistema - lavoratori e imprese - con due soli strumenti: cassa integrazione e indennità di disoccupazione. Per tutti i lavoratori senza ingiuste differenze di tutela».  Fondamentale, in ogni caso, il mantenimento degli ammortizzatori sociali in deroga anche nel 2011. L'unico modo, secondo la Cgil, per evitare il dramma sociale. «I numeri - conclude Beneforti - dimostrano che tra le priorità da affrontare per associazioni datoriali, sindacati e istituzioni vi sono interventi specifici a favore dell'occupazione giovanile e delle donne, politiche in grado di rendere attrattivo agli investitori il nostro territorio, una riduzione della tassazione del lavoro e delle pensioni che favorisca il rilancio dei consumi, e l'istituzione di un fondo antisfratti per i "non colpevoli" lavoratori che non pagano l'affitto avendo perso il lavoro».  

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