Il Tirreno

Pistoia

Musica troppo alta stop nel fine settimana per due locali della Sala

Da sinistra Francesco Innocenti e Paolo Boccardi del Gargantuà
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Da sinistra Francesco Innocenti e Paolo Boccardi del Gargantuà

Gargantuà e Voronoi nel mirino dei vigili urbani «Misurazione a orecchio, nel verbale non ci sono i decibel»

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 PISTOIA. Un fine settimana con le saracinesche abbassate in piazzetta dell'Ortaggio. La movida si bloccherà per le giornate di domani e di sabato. Ieri mattina i titolari del Gargantuà e del Voronoi hanno ricevuto una notifica che imponeva la chiusura dell'attività per le due giornate di venerdì e sabato (le più fruttuose per i due locali) e ben 500 euro di sanzione.  La colpa? Venerdì scorso la musica di sottofondo diffusa all'interno dei due locali era percepibile anche all'esterno. Infuriati i titolari dei due esercizi che annunciano contestazioni.  Per questo fine settimana, però, dovranno rimanere chiusi. Criticato soprattutto il metodo di misurazione della musica.  «Non c'è alcun verbale - spiegano Francesco Innocenti e Paolo Boccardi del Gargantuà - in cui sia riportata una regolare misurazione dei decibel della nostra musica. La misurazione è fatta "a orecchio", a discrezione del vigile di turno. Grazie all'ordinanza del 12 agosto, infatti, basta che un vigile, la sera dopo le 23, senta la musica a una distanza di oltre 20 metri dal locale, che può scattare la multa e la notifica di sospensione dell'attività. E così è stato. Venerdì scorso, intorno alle 23.40 i vigili sono arrivati in piazza. Sono venuti prima da noi e poi sono andati al Voronoi e hanno steso il verbale in cui c'è scritto che la musica dei nostri locali "era vagamente percepibile da via Roma" e "percepita chiaramente in via dei Petri", cioè sulle scalette a due passi dal nostro locale».  Il danno per gli esercenti è alto.  «Per noi è un danno economico e di immagine - spiegano Daniele Andreotti e Massimo Breschi del Voronoi - visto che venerdì e sabato sono i giorni più fruttuosi. Quello che rattrista e fa arrabbiare è anche il fatto che venerdì stesso avevamo fatto una riunione con amministrazione, associazioni di categoria e diretti interessati, per stabilire una tregua per la ripresa di un confronto sull'ordinanza».  I punti contestati sono molti: «Se io, titolare del Gargantuà, butto una cartaccia in terra in un posto qualsiasi del comune - spiega Boccardi - mi viene sospesa la licenza del locale: si crea una disparità nella sanzione tra me e un qualunque altro cittadino. Devo somministrare le bevande al bancone nei bicchieri di plastica. Può essermi sospesa la licenza per un livello troppo alto di musica, misurato secondo l'orecchio del vigile».  «Siamo esterrefatti - afferma Marco Baldasseroni di Fipe-Confcommercio -; adesso vogliamo arrivare a un accordo entro la fine del mese, altrimenti ci vediamo costretti a fare ricorso in quanto riteniamo alcuni punti dell'ordinanza illegittimi».

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