Il Tirreno

Pistoia

PAOLO BRUNI

Ecco chi sono i colpevoli della nuova spaccatura

Paolo Bruni
Paolo Bruni
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Paolo Bruni

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Inizia la fase dei congressi nei circoli per il rinnovo degli organismi. Il percorso fin qui seguito purtroppo non ha consentito di arrivare al congresso con candidature condivise; spetta a noi, con intelligenza e senso di responsabilità, trasformare questo potenziale handicap in una occasione proficua per alimentare un dibattito sereno ma chiaro, in modo da farci uscire da questa fase con un gruppo dirigente il più autorevole ed unito possibile.  Dieci mesi fa il partito comunale di Pistoia era in grande difficoltà ed il sindaco Renzo Berti propose che la sua guida fosse affidata ad una persona equilibrata, sopra le parti e con la necessaria esperienza ed indicò il sottoscritto che poi fu eletto all'unanimità dall'assemblea. In questi dieci mesi abbiamo affrontato molte questioni e rivitalizzato il partito attraverso una più frequente discussione nell'assemblea comunale e con l'attivazione dei Forum tematici su ambiente, lavoro e wealfare. Nello stesso periodo abbiamo, inoltre, predisposto e gestito la verifica di metà mandato ed il riassetto di giunta; appuntamenti di grande rilievo e delicatezza.  Lo abbiamo fatto in grande armonia e concordia con il coordinamento ed una condivisione sempre larghissima o unanime dell'assemblea comunale.  Pensavo che lì si fosse esaurito il compito affidatomi. Nelle settimane successive ho invece ricevuto sollecitazioni da più persone, rappresentanti sensibilità ed aree culturali diverse all'interno del partito, che mi invitavano a proseguire l'impegno per garantire anche nel futuro quella unità nella continuità del lavoro svolto in un'armonia di fondo che ha caratterizzato i dieci mesi che abbiamo alle spalle. Nel frattempo è emersa anche una candidatura diversa dalla mia. Anche a livello provinciale, a poche ore dalla scadenza fissata per la presentazione delle candidature, ne è emersa un'altra diversa da quella di Marco Niccolai che fino ad allora era l'unica ed unitaria.  Questa ultima scelta la ritengo legittima ma non condivisibile, in quanto responsabile di una rottura sul consenso che altrimenti sarebbe stato unanime su Niccolai visto che via via tutte le sensibilità del partito si stavano esprimendo - senza chiedere nulla - a suo favore.  Rompere questa unitarietà senza addurre motivazioni politiche plausibili equivale ad una espressione di veto sulle persone. I veti sono sempre pericolosi e sbagliati. Chi si è fatto promotore della candidatura alternativa a Marco si è reso responsabile della ennesima spaccatura del partito.  Personalmente continuerò a lavorare per affermare le mie idee nel confronto democratico che svilupperemo in questa fase congressuale e proseguiremo negli organismi che da questa nasceranno; il giorno dopo la fine dei congressi spero che tutti riconosceremo il risultato e lavoreremo per il bene della ditta.

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