Il presidio
Sotto accusa la delibera del 2006 che assegnava alla polisportiva anche gli incassi del campo di calcio
Legno rosso nel mirino dei Carabinieri
Alberto Vivarelli
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A destra, una partita di calcio sul campo sintetico di Capostrada sotto, il consigliere Andrea Betti Avviata una indagine conoscitiva: ascoltate alcune persone, acquisiti gli atti
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PISTOIA. I carabinieri hanno avviato un'indagine conoscitiva sull'affaire Legno rosso. Si tratta di un'iniziativa del comando provinciale per capire se nella vicenda si configurino ipotesi di reato. In questa fase i militari si limiteranno all'acquisizione di testimonianze e documenti. Nei giorni scorsi sono stati già convocati alcuni degli attori coinvolti a vario titolo nella storia, per ascoltare i rispettivi ruoli avuti nella vicenda. Contemporaneamente, hanno fatto anche qualche visita in palazzo comunale per acquisire la documentazione al centro della polemica politica. In realtà, si vuol capire tre cose: se il tipo di affidamento da parte del Comune, previsto nella delibera del 2006, presenta elementi di illegittimità, se la società che gestisce gli impianti lo ha fatto nel rispetto del mandato, se, infine, ci sia stato un danno economico ai danni del Comune. Il caso "Legno rosso" scoppia nell'agosto scorso quando il consigliere comunale dell'Italia dei Valori, Andrea Betti, interpella il sindaco su una questione "interna", ovvero un parere dell'avvocatura del Comune - richiesto dal vice sindaco Mario Tuci - sulla delibera di affidamento degli impianti sportivi di Capostrada alla Polisportiva Legno rosso, che l'avvocato Vito Papa definisce - nella sua relazione - «macroscopicamente illegittima». Perché? Perché con quell'atto, alla polisportiva venivano assegnati anche gli incassi derivanti dall'utilizzo del campo di calcio in erba sintetica, che fino al marzo 2006 finivano nelle casse comunali. In cambio la "Legno rosso" avrebbe provveduto a investire tutti gli introiti in opere di miglioramento e riqualificazione del complesso sportivo. Dell'anomalia nessuno si accorse: né l'allora presidente della Circoscrizione 3, Riccardo Pallini, che propose la delibera, né il dirigente del Comune, dottor Saverio Fiacconi, firmatario dell'atto. Non sfuggì invece ad un dipendente comunale dell'ufficio sport: Enrico Benini, che fece notare quelle che secondo il suo parere erano irregolarità. Un parere, che venne declassato dai vertici del Comune a "frivola opinione personale" Conti alla mano - ma per difetto -, il mancato introito del campo di calcio è costato alle casse del Comune la bellezza di 1 milione di euro. Considerato che la convenzione scadrà nel 2013, il mancato introito potrebbe lievitare di altri 750mila euro. Ma il Comune non ha dubbi. Per bocca del suo direttore generale, Renzo Ferri, assicura la legittimità della delibera e schiaffeggia l'avvocato Papa: «È la segreteria generale che ha il ruolo e l'autorità per vigilare e pronunciarsi sul merito della legittimità di questa tipologia di atti». La direzione generale del Comune, nega anche che quella delibera abbia causato un danno erariale di qualsiasi entità al Comune, «dal momento risulta che per la convenzione che regola l'utilizzo del campo da calcio in questione, è valida la medesima clausola che regolamenta anche l'uso degli altri locali e delle attrezzature sportive dell'impianto, secondo la quale ogni e qualsiasi utile della Polisportiva Legno rosso deve obbligatoriamente essere reinvestito in opere e interventi di miglioramento all'impianto stesso». Ma anche se non ci fosse un danno economico per il Comune, si tratterebbe di iniqua distribuzione delle risorse: nel comune, sostengono i contestatori della delibera e molti sportivi, ci sono tantissimi impianti che si trovano in condizioni fatiscenti: spogliatoi ai limiti dell'agibilità sanitaria, terreni di gioco dove l'attività sportiva rappresenta un rischio per chi la pratica. A Capostrada si è creato un meccanismo che poteva essere virtuoso (una parte degli introiti per migliorare gli altri impianti) ma che è diventato perverso: attraverso gli incassi, Legno rosso continua ad autofinanziarsi all'infinito.
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